Dopo aver letto alcuni commento sui social, in questo momento di emergenza e di difficoltà, vorrei un po’ sdrammatizzare facendo qualche considerazione giornalistica sul  momento che stiamo attraversando.

Non sapevo che il sindaco di Firenze Dario Nardella avesse prodotto un hashtag per combattere il razzismo degli italiani contro la comunità cinese. Ha lanciato la campagna “Abbraccia un cinese”, pubblicando su Facebook un video girato insieme ad un cittadino di origine asiatica. «È giusto avere attenzione e precauzione e seguire le indicazioni dell’autorità sanitaria per il coronavirus. Ma quello che non è accettabile- dichiara Nardella- è il terrorismo psicologico, è lo sciacallaggio che alcuni fanno soltanto per trovare una scusa per l’odio e l’esclusione. Invece noi siamo vicini alla comunità cinese in questa battaglia comune”. Subito dopo nel filmato si vede il sindaco abbracciare un cittadino cinese. Il Secolo d’Italia attento al protagonismo del sindaco, lo invitava a recarsi a Prato, «magari gli capiterà di imbattersi nel cinese che non vuole abbracciare lui. O di quello che pretende un bacio sennò è omofobia. Egli toccherebbe reagire alla papalina in piazza San Pietro con i buffetti sulle mani».

Aggiungo, visto che c’era il sindaco fiorentino, per esprimere meglio la sua vicinanza alla comunità cinese, poteva lanciare una campagna per adottare un“bambino cinese”, come si fa solitamente con i bambini africani.

Sulla stessa linea di Nardella sembrano i cartelli commissionati da due associazioni apparsi qualche giorno fa nella città di Prato, dal titolo provocatorio: “E’ solo un brutto raffreddore, stiamo insieme”.

“Stiamo insieme” è quello che ha detto per settimane mezza classe politica e giornalistica italiana quando c’era invece da pensare come difendersi dal virus. Ora che il coronavirus pare essere arrivato a Firenze speriamo che gli abbracci e i tazebao antirazzisti siano di qualche aiuto. Comunque sia l’Italia ha vinto il premio masochista dell’anno. E a proposito di abbracci, sempre oggi ho letto un curioso post su facebook dal piglio abbastanza ironico e certamente provocatorio: “abbraccia un LombardoVeneto, chissà se a qualcuno gli verrà la stessa idea di Nardella e delle associazioni pratesi.

Dopo aver letto certi commenti un po’ scomposti e visto qualche frammento filmato (vedi reazione popolare ischitana) provenienti dal nostro Meridione, sempre per sdrammatizzare provo a fare qualche considerazione di carattere storico (magari forzata), riferendomi al nostro Risorgimento italiano.

Non è per caso che il virus ci stia riportando indietro nella Storia? All’Italia prima dell’unità, agli Stati pre-unitari (Lombardo-Veneto, Piemonte, Stato Pontificio, Regno delle Due Sicilie.)? Per ora il virus si è fermato in alcune regioni del Nord, obbligandoci a rimanere ognuno a casa propria, ma come prevedono gli esperti a breve dovrebbe raggiungere anche le regioni meridionali. Pertanto per il momento il virus e i nostri governanti con i loro errori e ossessioni ideologiche sono riusciti a dividere l’Italia. Probabilmente tra qualche settimana ritorneremo ad essere un Paese appassionatamente unito all’insegna del virus per tutti.