L’uomo che in queste ore manovra i fili di molti passaggi dal PDL all’UDC, che tenta il robaltone e che si muove come se fosse il regista del dopo Berlusconi non è proprio nuovo al teatrino della Politica. Paolo Cirino Pomicino è entrato alla Camera dei deputati nel 1976. Prima era stato consigliere e assessore al Comune di Napoli.

In questi anni il mondo ha subito rivoluzioni epocali e cambiamenti sociologici. Generazioni si sono alternate in tutti i ruoli chiave del mondo e lui è rimasto sempre lì a cercare di manovrare potere e a organizzare riunioni e strategie politiche.

Il 30 aprile dell’anno in cui Pomicino varcava la soglia di Montecitorio era caduto il Governo Moro per l’uscita dalla maggiornaza del PSI, negli USA alle elezioni presidenziali Jimmy Carter aveva ottenuto il 51% dei voti.

Corrado inventava Domenica in, a Dublino alla Mount Temple School uno studente metteva un biglietto in bacheca per creare un gruppetto Rock creando i futuri U2. Usciva in edicola il primo numero di Repubblica.

Lui, Paolo Cirino Pomicino, colui che prepara il nuovo corso in Italia era già un politico pronto a raccogliere decine di migliaia di preferenze ed entrare alla Camera dei Deputati. Era Ministro quando cadeva il muro di Berlino e quando Nelson Mandela usciva di carcere.

Inutile ricordare che mentre lui passeggiava per i corridoi della Camera Ministri del Governo Berlusconi non erano nati come Giorgia Meloni e altri come Maria Stella Gelmini ancora non camminavano e il segrtario del PDL, Angelino Alfano frequentava ancora l’asilo.

Se questo è il nuovo corso, proponiamo di rialzare il muro di Berlino e ritrasmettere in televisione i programmi in bianco e nero.