Nel ruolo di papa laico, ad Eugenio Scalfari, colpito dall’età, è succeduto Paolo Mieli, che in più ha il tratto forbito del maggiordomo, affinato dal lungo servaggio ai potenti di turno. Nelle mielose vulgate della storia, ammannite da plurimi schermi televisivi, quindi con le carducciane ” quattro paghe per il lesso”, il desso dipinge d’oro e di rosa tutta la nomenclatura antifascista, in primis quella comunista, che pure di efferatezze ne ha perpetrate in abbondanza in urbe et orbe.

La maschera melliflua di oggi, però, non cancella il ghigno cinico di chi obiettivamente concorse al linciaggio morale del commissario di polizia, Calabresi, propiziandone l’assassinio. Lui, si, servitore dello Stato , non opportunista, non voltagabbana, non elargitore di ben remunerate blandizie, ma coraggioso tutore della giustizia e della sicurezza nazionale.