Ma certo, una vera terra di mezzo, visto che se ne è parlato fin troppo e a sproposito.
Allora, cerca un volo per arrivare a Quito, si trova né di qua, né di là. Equatore, la capitale dell’Ecuador. Un piccolo meraviglioso paese. Qui sì che ci sono le “vere quattro stagioni”, caro Augusto Grandi. Quito sull’equatore, ma allo stesso tempo sulle Ande. Mercati e colori e architetture spagnole, gente gente gente, dappertutto gente. Poi, parti verso il basso, ma basso vero. Rio Napo uno degli affluenti del Rio delle Amazzoni e ti perdi nella calda e umida foresta.

Dice, e dopo? Risali verso i vulcani che arrivano oltre i seimila metri, neve e tempeste, rifugi a cinque mila metri, non si respira, ma vai, sali piano piano, non riuscirai a superare i 5mila e 500. Improvvisamente Alausi, una stazioncina mitica, un trenino mitico, sali sul tetto, dentro i vagoni ci sono loro, in mezzo a indios, galline e tante minestre che ad ogni curva immagina…. strapiombi a destra e manca, 2mila metri, poi mille, poi le montagne adios, colline, pratoni, boschi clima temperato e mite, sei a Cuenca. Pace e silenzi.

Ancora un po’ e arrivi a Guayaquil, città enorme senza criterio, guardie armate dovunque, fucile a canne mozze e ristoranti pieni di gusto e sapori, anche italiani. Ma c’è il paradiso terrestre che ti aspetta, le Galapagos, mille km di volo e poi ti assalirà la commozione, non dico altro, solo commozione di natura incredibile, incrocio delle correnti del sud con la corrente da ovest polinesiana, pinguini e squali di tutti i tipi, pellicani, iguane, leoni marini…….. e poi, incredibilmente ti viene in mente il Circeo con Ponza, la Semprevisa e Trevignano Romano. Buon Natale e datevi da fare. Ferdi