Partire per le vacanze natalizie e di fine anno nel II A.R. (Annus Rentiani) è un grosso azzardo, non solo perché malgrado la mancia di 80 euro il borsellino è sempre più vuoto. Hai visto mai che approfittando degli italiani distratti dalle feste il burattino toscano metta in atto uno dei sogni della Trojka? Ad esempio prelevando forzosamente i risparmi degli italiani, come fece più di vent’anni fa il Dottor Sottile Amato, non a caso idolo dei tecnocrati e da qualcuno candidato niente meno che al Quirinale. Ma bando ai pessimismi, Renzi non vuole gufi a turbare il Rinascimento teleguidato degli gnomi di Bruxelles, per cui pensiamo con serenità a qualche giorno di svago.

Due proposte, mare e montagna, a seconda dei gusti. La prima è un giro per le montagne povere, quelle lontane dalle luci, dau Suv, dai visoni e dallo champagne di Sestriere, Courmayeur e Cortina. Ad esempio il Parco del Gran Paradiso, sul versante piemontese, poco turistico e sviluppato rispetto all’omologo valdostano. A Ceresole Reale c’è un bel lago, alcuni buoni ristoranti e locande che offrono polenta concia e cinghiale o camoscio, parecchie piste per sci di fondo e ciaspolate, vin brulè a volontà e genepy a profusione. A costi decisamente contenuti. E poi da poche settimane nei paraggi, in Val Soana, c’è un richiamo adrenalinico molto particolare: il volo dell’angelo di Frassineto, un percorso di 1.800 metri attaccati a una carrucola che attraversa la valle a folle velocità, come si può vedere nel link: http://www.lastampa.it/2014/11/20/cronaca/a-frassinetto-volare-un-sogno-possibile-guarda-le-foto-2NEoDpOMlJisFYmQxOXi1H/pagina.html

Secondo suggerimento, per chi predilige il mare. Una destinazione classica: Nizza, in Costa Azzurra. Una città multiforme, con tantissime offerte culturali, divertimenti notturni, casinò, paradisi enogastronomici. Ma noi vecchi romantici preferiamo una classica passeggiata sull’elegante Promenade des Anglais, un piatto d’ostriche al Cafè de Turin di Place Garibaldi e un thé alla menta nel microscopico bar-ristorante tunisino Carthage, nella Città Vecchia. Di lì, poi, con pochi passi si può agevolmente raggiungere il Palazzo di Giustizia e alzare gli occhi al finestrone del secondo piano, dove nel 1977 saltò giù ed evase per sempre Albert Spaggiari, l’ideatore del grandioso colpo miliardario alla Societé Générale di Nizza portato a termine passando dalle fognature. Ancora poche centinaia di metri e, dopo aver attraversato la splendida Place Massena accesa dalle luminarie natalizie, all’incrocio fra Avenue Médecin e rue Hotel de la Poste, si può ammirare il palazzotto ottocentesco che ancora adesso ospita la filiale bancaria. E immaginare il vecchio Bert, ex parà in Indocina ed ex membro dell’Oas, mentre svuota le cassette di sicurezza con l’inseparabile sigaro in bocca. Senza armi, né odio né violenza, come lasciò scritto lui stesso sul muro del caveau.