Si sono eliminate le ideologie. Si sono costruiti partiti di plastica o personali. Si è persa ogni connotazione di destra, centro, sinistra. Hanno voluto la confusione più totale. Ed ora non sanno cosa fare, dove andare, con CHI andare. Il TgMatteo di Canale 5 è l’esempio forse perfetto di questo asservimento nei confronti dell’uomo solo al comando. Ma non c’è da stupirsi: il linguaggio del Tg principale di Mediaset era già prima perfettamente identico a quello del burattino fiorentino. Vuoto di contenuti e ricco di frasi fatte, di luoghi comuni, di banalità spacciate per grandi progetti. E il quotidiano di famiglia aggiunge il carico: Renzi presenta un programma di destra. Fantastico!

Ma allora perché mai votare per Forza Italia? Per Ncd? Per qualsiasi partito o partitino che stia a destra? Ci pensa già Matteo a rappresentare gli interessi dell’area, visto che ormai si parla solo di interessi e non di ideologie. Tutt’al più sarà Pippo Civati ad aver problema nel sostenere il destro Matteo. Ma il Pd mica si spacca: avere Renzi al potere significa potersi spartire poltrone, poltoncine e strapuntini. In nome di cosa? Boh.

In nome dell’appartenenza alla medesima associazione politica. Che, ormai, vale come qualsiasi associazione sportiva, per il tempo libero. Una sorta di bocciofila in grande stile e con grande potere. Dove non contano più le idee ed i programmi, visto che sono intercambiabili, ma solo i nomi degli amici. Un fenomeno che sta caratterizzando la campagna elettorale per le Regionali del Piemonte.

Di fronte ad un centrodestra alle prese con le “baruffe chiozotte” (e gli intellettuali dell’area sapranno sicuramente cosa significa, o no?) per la scelta del candidato da opporre a Chiamparino, non pochi esponenti insospettabili del centrodestra hanno già scelto di appoggiare il candidato del centrosinistra. E non solo per la figura dell’ex sindaco di Torino che ora punta alla Regione. Anche i singoli candidati delle varie componenti della galassia centrosinistra stanno già facendo la campagna acquisti. A costo zero, sia chiaro.

Non c’è bisogno di pagare né di promettere qualcosa per il dopo. E’ tale il disgusto e la rabbia per la gestione della Regione da parte dell’intero centrodestra che diventa facile aiutare chiunque stia dall’altra parte. Perché, se non deve essere un voto ideologico, tanto vale sostenere qualcuno di meno ottuso ed antipatico. Magari anche con la speranza che a sinistra siano più riconoscenti, dopo. Ma anche a prescindere dai riconoscimenti che, d’altronde, non sono mai venuti dal centrodestra. Impegnato, anzi, a sostenere, aiutare, promuovere solo chi stava sul fronte opposto.