Annunciando di non essere in grado di adempiere ai propri doveri a causa dell’età avanzata l’Imperatore Akihito, ottantacinque anni, ha abdicato in favore del suo primogenito Naruhito, cinquantanove anni. Agli occhi di noi occidentali dal 1945 non è più né un dio, né un semidio, ma un Re simile alle case reali europee. Invece per molti giapponesi, probabilmente la maggioranza, Akihito è un vero e proprio “dio che si manifesta in terra”, l’anima del sol levante.

In teoria si tratterebbe della dinastia più antica del mondo, traendo la legittimazione direttamente da “Amaterasu”, per mezzo del clan Yamato nel lontano 660 a.C., anche per mezzo dell’unione di sangue storicamente tracciabile. Infatti il primo atto rituale compiuto lo scorso diciotto aprile da Akihito è stato quello di presentarsi personalmente e direttamente alla dea Ise presso il santuario shintoista ad ella dedicato, dove l’ha informata del processo di abdicazione in atto. Lo scorso trenta aprile in Giappone è terminato il periodo Heisei (trentuno anni in tutto la sua durata temporale) e il primo maggio la nazione del “Sol levante” è ufficialmente entrata nell’era Reiwa (“Meravigliosa armonia”).

Tokyo si lascia, e si vuole lasciare alle spalle i terribili ricordi dei lutti ancora diretti e soprattutto indiretti della seconda guerra mondiale con i due bombardamenti nucleari che piegarono il fino ad allora indomabile spirito guerriero nipponico. Ancora le terribili calamità naturali, tra tutti il maremoto che sembrava essere uscito proprio da una delle pellicole di “Godzilla”, che otto anni addietro uccise circa 16.000 persone. In realtà è addirittura dall’anno mille (dopo Gesù Cristo) che l’Imperatore non governa più in prima persona le sorti giapponesi, da quel tempo ha praticamente assunto le vesti pontificali, taumaturgiche e divine, sotto tutela dei “Signori della Guerra”. Nella seconda metà dell’Ottocento, intorno al 1870, a causa della corruzione degli Shogun, dello stato obsoleto delle forze armate imperiali e della presenza sempre più minacciosa della flotta statunitense in estremo oriente, il “Tenno – Meiji” fu rispolverato sul trono. Lo shintoismo elevato a religione di stato quasi ad imitazione del monoteismo occidentale, le forze armate riorganizzate e ammodernate sulla scia degli eserciti occidentali.

Da quel momento il Giappone ha continuato e continua ad effettuare socialmente una perfetta sintesi tra “corpo (tecnologia), anima e spirito”: oltre ai sempre più sofisticati computer e robot, agli aerei e treni confortevoli e velocissimi, segnaliamo che a Tokyo, il prossimo ventidue ottobre, saranno consegnati al nuovo Tenno due simboli reali: la “Spada” e il “Gioiello”, quest’ultimi apriranno lo spazio ed il tempo alla nuova era Reiwa o della “Meravigliosa armonia”.