Cervignano, Udine. Domani mattina, mentre tutti i cittadini sono preoccupati dall’arrivo di ulteriori richiedenti asilo, l’amministrazione comunale, col suo solito tempismo, organizza e pubblicizza una festa in Comune (con tanto di sindaco, amministrazione comunale al completo e chissà chi altro viene) per consegnare la cittadinanza ad Addy Abdul Wahab, l’iracheno che da anni gestisce il palazzetto dello sport di Cervignano. Già in passato era stato premiato e additato come esempio che le cose funzionano.
Ma, suo malgrado, è l’esatta dimostrazione che le cose NON funzionano.
Mi spiego: Addy è una brava persona, è un veterinario iracheno, scappato dalle turbolenze in Iraq e venuto a Cervignano, dove gli hanno trovato un lavoro comunale (e non voglio entrare minimamente nella questione su quanti italiani vorrebbero un posto comunale) che non ruba, non spaccia, non molesta, non fa danni e al contrario fa coscienziosamente il suo lavoro di custode. Per questo il PD ha deciso di trasformarlo in una sorta di eroe, di simbolo. Ma in realtà il fatto che un profugo cui l’Italia trova un lavoro e una casa non rubi, non spacci e faccia onestamente il suo mestiere non dovrebbe essere eroismo, non dovrebbe essere qualcosa da premiare pubblicamente e da pubblicizzare.
Dovrebbe essere la normalità.
Dovrebbe essere una storia di ordinaria amministrazione. Non dovrebbe far notizia, non dovrebbe essere un’eccezione addirittura da premiare in pompa magna. Dovrebbe rappresentare una storia ordinaria, non straordinaria. Invece a certificarci che per un profugo il comportarsi bene e non rubare, spacciare, molestare ecc. sia un fatto eccezionale, raro, prezioso e degno di premi è proprio il PD e la giunta di Cervignano con la festa di domani. Complimenti (anche per l’intelligenza politica).