Macerata, Trevignano Romano. E Pamela. Dice, ma che c’entra Trevignano Romano con Macerata?
Eh sì, c’entra eccome. E’ sabato, un sabato invernale dei primi di febbraio. Un paesino di 5mila abitanti, pieno di suggestioni, di storia, panorami e di buona cucina in riva al Lago di Bracciano, a soli 30 km a nord di Roma. Relax e tranquillità l’altra sua caratteristica.
E in questo sabato sera, con un po’ di gente in giro sul lungolago dei localini, alle 22,00 succede qualcosa che lega Trevignano a Macerata.
In un piccolo ristorantino, con presenti in quel momento due dipendenti, e circa 20 persone ospiti, entrano con fare spicciativo due individui in borghese, siamo la Guardia di Finanza. Con arroganza, tipica di chi si fa forza con chi non può, dicono al dipendente, “…due persone sono uscite senza scontrino!!!” Capito? Lo scontrino, lo scontrino, lo scontrino. Tra l’altro ritrovato sul tavolo dei commensali appena usciti. “No, non è
quello. Questo lo hai fatto ora”. Nulla da fare. Nel pieno del lavoro, il dipendente viene distratto da questi signori ed anche minacciato. Poi, verbale d’ordinanza che giustamente non verrà sottoscritto dal ragazzo. E i presenti? Immaginate il mormorio durante l’azione(?) e i commenti dopo verso i rappresentanti dello Stato.
Sì, lo stesso Stato che viene percepito come nemico e che oggi domenica è assente. Mentre nel piccolo paese, come ogni domenica, sono presenti da circa tre anni, una trentina di nigeriani che arrivano la mattina con le loro autovetture piene di mercanzia dubbia, invadendo i locali di cui sopra.
Nessun controllo. Come nessun controllo si può immaginare in alcune zone ad esempio a Marcianise, se non a Castel Volturno ed in altre zone del sud Italia. Ve li immaginate due finanzieri in borghese che entrano in un bar di Acerra?
Ecco cosa c’entra Macerata con Trevignano Romano. Ecco come quel mormorio, brusio, finanche rabbia, cresce e si sedimenta negli animi dei più.
La disparità. Questo il tema.
Ci sono a Roma oltre 3mila negozietti di frutta e verdura aperti da cittadini del Bangladesh. Dico tremila. Ma la asl, c’è mai entrata? E la stessa Guardia di Finanza? Ma voi, avete capito che sono protetti da accordi tra stati? Ma avete capito che prosperano sulle nuove povertà degli italiani?
La disparità ed i risentimenti crescono. Far finta che in questi ultimi tre anni non sia successo nulla. Che non siano arrivate 250mila persone l’anno.
Cercare di non far sapere che per il 2018 hanno messo in bilancio di spendere oltre 7miliardi di euro. Cioè lucrare e pesantemente su queste masse, senza considerare minimamente che ci sono 10milioni di italiani in grande difficoltà. La disparità conclamata. Unità all’impunità.
E questi che fanno di sabato? Mandano persone di sera a controllare gli scontrini di 40 euro. Ma quanto costano queste persone pagate dai cittadini per il loro lavoro(?) straordinario?
Ma siete mai passati di sera alla Stazione Termini, Tiburtina e dintorni? Se volete, vi accompagno. Ma ci dovete andare massimo in due. Senza telecamere o taccuini. Ci dovete andare come una qualunque persona, meglio se donna. Vediamo cosa vi succede. Basta con la sociologia d’accatto. Meglio la sociologia semplice che si prova sulla pelle.
Ecco come sale lo scontento. E come si sedimenta la rabbia. Anche le città di provincia, una volta tranquille come Macerata, oggi non più vivibili.
Dove si offusca l’orribile omicidio di una diciottenne compiuto da un irregolare africano, pluripregiudicato, con permesso di soggiorno scaduto, con l’azione sconsiderata di una persona problematica e fuori di testa. Talmente prevedibile che ci saremmo arrivati. Ed in campagna elettorale per giunta.
Ma della Pamela, nessuna parola di vera compassione da parte dei buonisti di
turno o delle mitiche “me to”…
Ma dentro la pancia, cresce la consapevolezza che la disparità sarà fonte di
prossimi guai. Inutile ancora far finta di nulla.
Ecco cosa c’entra Trevignano Romano con Macerata. Ecco perché tutto si annoda. Ecco perché, per me, Pamela innanzi tutto.