Il bugiardissimo incassa qualche sconfitta alle elezioni amministrative, perde anche ad Arezzo dove è di casa la renzina preferita, e tutta l’area di centrodestra e destre varie si ringalluzzisce.
Tutti convinti che, l’anno prossimo, le grandi città italiane cambieranno verso. Da Milano a Torino, da Napoli a Roma qualora ci fosse un po’ di decenza e si tornasse a votare dopo aver cacciato Marino.
Sognare e’ lecito, spesso è pure divertente. Ma per trasformare i sogni in realtà e non svegliarsi con una cocente delusione, occorrerebbe anche far qualcosa. Per ora gli avversari del bugiardissimo si limitano al toto vincitore delle prossime tornate elettorali. Con i giornali fedelissimi del governo che elargiscono consigli sui volti nuovi che le destre dovrebbero proporre. E con la risposta delle destre che pubblicano sondaggi inverosimili su sicuri trionfi garantiti dai soliti nomi. I programmi, quando ci sono (ed è raro) restano sullo sfondo.
Certo, la totale incapacità di Alfano e le bugie continue del premier consentono di aumentare i consensi sul fronte dell’invasione. Si continuano a togliere alloggi popolari agli italiani più poveri per regalarli agli invasori. Si puniscono i pensionati per trovare risorse da regalare agli ospiti non invitati. Si riducono i servizi sanitari perché le risorse servono agli invasori.
E mentre crescono i contrasti con la Francia, mentre aumentano rabbia e preoccupazioni, il bugiardissimo andrà ad inaugurare ufficialmente la funivia del Monte Bianco, che è già in funzione ma che pare non esistere senza le bugie del premier. D’altronde il bugiardissimo sta conquistando, con manovre di palazzo e non con il voto, anche la Regione Valle d’Aosta, quindi deve apparire anche in Valle. Manco si trattasse di Fatima.
Ma le opposizioni? Quando le ruspe di Salvini fermano i motori, quale programma politico viene presentato? Sulla scuola, sull’agricoltura, sull’industria, sul commercio, sulla cultura? Non si sente nulla, in proposito. E Meloni, dice qualcosa? Forse parla alla Garbatella, ma oltre il raccordo anulare non si sente nulla. Quanto a Berlu, e’ impegnato nel nuovo casting per garantire volti nuovi al suo sempre più piccolo partitino personale. Basterebbe Scotti, come per le veline di Striscia.
Ma idee, programmi che vadano oltre gli slogan? Si creano spazi per intromissioni di elementi esterni che hanno soldi da spendere, come l’ex banchiere Passera, ex ministro montiano che cerca di accreditarsi come politico di spessore. D’altronde le liste civiche han vinto un po’ ovunque, perché Passera non potrebbe sognare di diventar sindaco di Milano? Ma in campo potrebbe ripresentarsi anche Samori’, spazzato via l’ultima volta ma con la voglia di riprovarci, ora che il bugiardissimo e’ in difficoltà.