Il consiglio europeo che si è riunito oggi a Bruxelles ha preso delle importanti decisioni che andranno ad incidere sulla vita di milioni
Di europei. E’ passata la tesi in base alla quale la stabilità economico e finanziaria del vecchio continente non farà leva su manovre
monetarie espansive ma sulla convinzione che il rigore di bilancio possa essere la garanzia migliore per assicurare un sistema stabile. E’ passata in altri termini la visione germanica dell’Europa. Cosa dicono i nuovi impegni che i partner europei, Londra esclusa, intendono rendere effettivi nei prossimi mesi? Dicono una cosa molto semplice: non si può gestire uno stato facendo dei debiti, traslando cioè l’onere delle decisioni prese oggi sul contribuente di domani. Questa regola, a mio modesto modo di vedere, è qualcosa che fa bene all’Italia per una serie di ragioni che è opportuno approfondire.
In primo luogo il Consiglio Europeo ha tenuto conto solo del deficit di bilancio e non del debito pregresso. L’Italia, da questo punto di vista, è il Paese più virtuoso dell’area Euro dopo la Germania. Il pareggio di bilancio è previsto per il 2013 ma già a partire dal 2011 l’Italia avrà un consistente avanza primario, ovvero, al netto degli interessi pagati il nostro paese non solo non è in deficit ma ha un consistente attivo.
Diversa è, ad esempio, la situazione della Francia. In Francia l’avanzo primario non esiste, lo Stato francese continua a contrarre debiti per pagare gli interessi dei debiti già contratti. Lo sforzo che dovranno fare i francesi per allinearsi a quanto stabilito dal Consiglio europeo sarà sicuramente uno sforzo maggiore di quello che stiamo facendo in Italia.
Se consideriamo che il debito altro non è che un costo traslato nel tempo, si intuisce come questa regola sia essenziale per garantire l’equilibrio generazionale, per evitare cioè che i debiti dei padri vengano pagati dai figli. In Italia questo problema lo conosciamo bene perché la prima Repubblica ci ha lasciato un rapporto debito Pil superiore al 100%.
Tutto questo si ripercuote, a distanza di 20 anni, su tutti noi che 20 anni fa non abbiamo contribuito con il nostro voto a selezionare quella classe dirigente. La somma degli interessi pagati dallo stato ad oggi corrisponde a circa 90 miliardi. Cosa si potrebbe fare con 90 miliardi l’anno se non ci avessero lasciato quel debito? Per avere un idea…. 10 linee l’anno di metropolitane a Roma, L’Ici sulla prima cosa non esisterebbe, forse la benzina sarebbe ad un euro e non a 1,70 euro. Avremmo avuto, in altri termini, un Italia infinitamente migliore di quella che abbiamo.
Il pareggio di bilancio non è, in ultima analisi, un dato contabile riservato a qualche appassionato d’economia. E’ un nuovo punto di
inizio per il nostro paese, è il cambio di passo che tutti stanno aspettando e che, grazie a questi accordi, può trasformarsi in una realtà. Costerà e sta costando immensi sacrifici, ma vedrete che riserverà anche aspetti esilaranti. Un esempio? Vedere il viso di Sarkozy quando sarà chiamato a spiegare ai francesi manovre ben più dolorose di quelle che Monti sta facendo. Avrà lo stesso sorrisino beota che ha mostrato quando parlava dell’Italia solo qualche settima fa?