Alcuni giorni sono, in alcune righe squalificate dal cinismo, Aldo Cazzullo ha inteso impartire ad un lettore del “Corriere della Sera” una lezione storica inoppugnabile e principalmente indiscutibile. Dopo aver ammesso il quasi assoluto silenzio sulle stragi compiute dagli angloamericani con i bombardamenti indiscriminati compiuti tra il 1943 e il 1945, concede benignamente e graziosamente di ritenerne alcuni “inutilmente crudeli”, come gli altri fossero salvifici, ed altri “controproducenti” (Abbazia di Montecassino e città di Cassino, ed anche basilica di S. Lorenzo a Roma con attiguo quartiere, affreschi del Mantegna a Padova etc. etc. ).

   L’esimio giornalista individua la responsabilità primaria delle misure dei “liberatori” in Mussolini, che “aveva dichiarato guerra” né si cura di condannare l’assurda, barbara strage compiuta dal cielo su centinaia di migliaia di cittadini innocenti di ogni età e di ogni classe sociale.

   A proposito del duce il dipendente del “Corriere della Sera” si lamenta che, a dispetto, in barba e in palese irrisione della propaganda antifascista distribuita a piene mani da 75 anni, Mussolini sia “oggi molto rimpianto”.

   Del resto a Cazzullo sfuggono le orrende violenze compiute dalle truppe francesi di colore in Ciociaria ed i tantissimi (circa 1 milione) giapponesi sterminati dalle atomiche a Hiroshima e Nagasaki. Non dovrebbe poi nemmeno dimenticare le innumerevoli vittime civili dell’armamentario al napalm da ultimo in Afganistan ed in Irak. Intanto tra italiani si continua a coprire di accuse pesanti quanto ingiuriose per le guerre d’Africa il Maresciallo Rodolfo Graziani.

   Personalmente confesso di nutrire da decenni un sogno o più legittimamente un auspicio e una necessità morale.

   Nessun presidente della Repubblica dal comunista Napolitano al democristiano Scalfaro fino all’attuale, il cattolico – democratico Mattarella, ha mai osato pronunziare una parola pubblica e solenne di rimpianto, aprirsi ad una commemorazione onesta e sincera per i tanti e tanti incolpevoli scomparsi vittime delle bombe americane ed inglesi.

   L’altro giorno il Capo dello Stato siciliano è intervenuto a Stazzema, località in cui i nazisti trucidarono 560 civili. Si tratta, coincidenza eloquente, di un numero quasi identico a quello delle vittime tiburtine del 26 maggio 1944, a pochissimi giorni di distanza dall’ingresso delle truppe alleate a Roma.

    Mattarella nella cittadina toscana ha sostenuto che “il tempo però può attenuare il dolore, ma non possiamo consentire che le coscienze si addormentino e le intelligenze smettano di produrre anticorpi contro la violenza”.

    Cosa impedisce all’attuale Presidente, cattolico praticante, e cosa ha impedito a tutti i suoi predecessori di pronunziare discorsi di analogo segno e di esprimere concetti simili nella mia Tivoli e nelle centinaia di città e di centri minori pesantemente  colpiti se non molto spesso devastati ?