th-8

Un’analisi attenta, accurata e indignata è quella fatta da “Avvenire”, foglio non filo renziano ma renziano dei più allineati.

Secondo il Rapporto 2016 della “Caritas” su povertà ed esclusione sociale “il vecchio modello italiano di povertà, che vedeva gli anziani più indigenti non è più valido: oggi la povertà assoluta risulta inversamente proporzionale all’età, cioè diminuisce all’aumentare di quest’ultima”.

Insiste il documento, ripreso dal quotidiano della CEI, “la crisi del lavoro ha infatti penalizzato e sta ancora penalizzando soprattutto i giovani e giovanissimi in cerca di occupazione e gli adulti rimasti senza impiego” e la “povertà assoluta” ha raggiunto i picchi più alti degli ultimi dieci anni.

I dati diffusi in questi giorni dall’Istat, dal canto loro, dimostrano la condizione a rischio della famiglie con due o più figli, con le persone in disagio assoluto pari a 4,6 milioni.

Ma ora viene “il bello”, o soprattutto l’incredibile e il vergognoso: sia nel caso di “Avvenire” quanto degli altri giornali, onesti nel riprendere in modo corretto la denunzia (“La Stampa”: “I giovani nuovi poveri italiani”) non si è altro e prudentemente che predisposta una denunzia contro gli ignoti, non identificati ma identificabilissimi responsabili. A ragionarci sopra sono mancate la serietà e la limpidezza per sottolineare e provare in maniera argomentata e non davvero scheletrica gli errori, i ritardi, in una parola l’indiscutibile fallimento della politica sociale del governo.

In questa situazione connessi e scontati sono i dati agghiaccianti, totalmente sottovaluti e marginalizzati, se non addirittura celati, all’attenzione del cittadino elettore, relativi all’occupazione. Negli 8 mesi, gennaio – agosto, rispetto allo stesso periodo dello stesso anno, gli occupati sono diminuiti dell’ 8,5% (in termini assoluti – 351.000) . Le assunzioni a tempo indeterminato si sono ridotte del 33% ( – 395.000), e i licenziamenti per giusta causa hanno registrato l’incremento del 28,3%, + 31,3 rispetto al 2014. In numeri assoluti 46.255 (2016), 36.048 (2015) e 35.253 (2014). E quello strumento miracoloso, lo “Jobs Act”, che destino ha avuto?

Come se non bastasse il deficit /Pil posto al 2,3% “non è il numero concordato” – dice il commissario UE Moscovici, spiegando che sui conti italiani l’esame sarà esigente. “Vigileremo su spese per sisma e migranti”. Basta?

Sullo schieramento politico, per ora diverso (dopo il 4 dicembre il suo posizionamento è inimmaginabile), tutti sono fermi, salvo Brunetta, e battono il passo , attendendo che lo stratega, vittorioso in mille cimenti, decida i tempi e parli.

Dal campo, invece, di opposizione ma a sprazzi, mentre Salvini merita elogi per l’intervista rilasciata “a schiena eretta” e “a fronte alta”, a destra qualche leader si deve “ riprendere” dallo smarrimento dovuto all’assenza di Berlusconi, qualche altro tra i tanti , troppi sulla piazza (ora è riemerso anche Alemanno), rievocano il passano, lontani dal pensare rapidamente a programmare il futuro, un altro ancora vive, rivivendo il “trionfo” conseguito con la comune candidatura di Marchini.