Bisogna ammettere che Berlusconi è un grande uomo politico. Politico della politica politicante, di quella politica scaltra che piace tanto agli italiani furbi. Salvini e Meloni, al suo cospetto, fanno la classica figura dei nanetti appollaiati sulle spalle del gigante. Oggi in quel di Roma si terrà una manifestazione del Centrodestra unito che è sacrosanta nel merito. Il tentativo di “spallata” al governo in carica, a furor di popolo in piazza, ha la sua ragion d’essere, anche se non si rammenta nella storia patria un governo che sia caduto per una manifestazione, per quanto partecipata. Il secondo motivo dell’iniziativa è quello di dare corpo all’indignazione per la sentenza Mediaset, capitalizzandola politicamente. Anche questa motivazione è del tutto giustificata: la pubblicazione delle intercettazioni ha portato alla luce un autentico verminaio, e l’ingiustizia consumata ai danni di Berlusconi è apparsa in tutta la sua spettacolare gravità.

Ma si dà il caso che Forza Italia si appresti ad appoggiare il governo in carica sul MES, che non è una questione secondaria, riguardando il tema più generale  dei rapporti con l’Europa, decisivo per due partiti come Lega e FdI che si proclamano coerentemente sovranisti e che anche su questa etichetta fondano il loro consenso.

Dunque a Roma, fra poche ore, accadrà quanto segue: Lega e FdI raduneranno la loro piazza a sostegno di colui che si appresta a sconfessarli nel voto parlamentare, appoggiando quel PD all’indirizzo del quale ha già lanciato segnali, diciamo così, di cordialità. È evidente che tale gioco di equilibrismo giova soltanto al presidente di Forza Italia, perché lo ricolloca al centro dello scenario politico (ultimo dei tanti ricollocamenti già visti, segno di una vitalità umana e politica impressionante) mentre relega in un ruolo di comprimari Salvini e Meloni. Inoltre lo riaccredita presso quell’elettorato moderato che può vivere con fastidio certi atteggiamenti naif di partiti che si dichiarano di Destra, ma che non hanno ancora saputo dare una fisionomia culturalmente chiara e coerente a questa parola.