Come si definisce un grande successo? Dipende da chi lo definisce. Per i Fratelli (Fardelli)  d’talia del Piemonte, ad esempio, 1.500 voti alle primarie regionali su oltre 4milioni di abitanti rappresentano un grande successo, una grande partecipazione. Per il Pd 4mila partecipanti cammellati all’incontro con Renzi e Chiamparino rappresentano un grande successo. Per La Stampa (alias la Busiarda) la piazza piena che accoglie il candidato (non proprio entusiasmante) dei grillini è semivuota. L’importante è accontentarsi, in questa stagione difficile per la politica. Molto difficile, indubbiamente.

E’ sufficiente scorrere l’elenco dei candidati per rendersene conto. Il burattino Matteo straparla a proposito dell’assoluta necessità per la sinistra di cambiare, per evitare di diventare come la destra. Ed è così forte il rinnovamento che il burattino dice queste cose presentando il candidato Chiamparino, cioé la negazione assoluta del cambiamento. E che sta preparando la squadra di governo del Piemonte attingendo all’usato sicuro. Beh, di sicuro c’è solo che sarebbe meglio se venisse rottamato. Si parla dell’ex amministratore delegato della Fiat, Cantarella. L’uomo di ogni dissesto e, guarda caso, di ogni nomina o tentativo di nomina da parte di Chiamparino. Si parla del recupero dei protagonisti, in negativo, dei maxiregali ai gestori dei Murazzi o di un grande mercato coperto. Con il corollario di personaggi che hanno succhiato tutto il possibile in occasione delle Olimpiadi invernali del 2006. Alzati e cammina! E loro, i pessimi esponenti della corte, si sono rialzati e stan già correndo.

Ma di fronte a questa situazione, cosa fa il centrodestra in quello che è considerato il laboratorio per il futuro dello schieramento a livello nazionale? Procede in ordine sparso, e potrebbe anche essere un bene, visto che la vicinanza ideologica è ridottissima ed assomiglia troppo spesso ad una comunanza di interessi. Sicuramente non è un bene che proceda con personaggi discussi, discutibili e privi di ogni programma. Qualcuno è già pronto ad allearsi con Chiamparino per guidare la Regione. Perché la crescita dei 5 stelle potrebbe determinare una vittoria dell’ex sindaco come presidente ma senza la maggioranza in consiglio. E sul carro dei vincitori potrebbero salire in tanti. Perlomeno vorrebbero. Mentre chi deciderà di rimanere comunque all’opposizione avrebbe perlomeno bisogno di scuole di partito e di bagni di umiltà per riprendere contatto con la realtà. Che non è solo quella dei grandi costruttori. O dei grandi fornitori e operatori della sanità.