Su mezza Italia piove e frana. Ma non tutti tacciono…

Pisapia: “impegno straordinario, siamo riusciti a limitare i danni e i disagi causati da una pioggia senza precedenti”. Burlando: “E’ colpa dei condoni, fatti dal governo di Roma”.

Insomma, in un’Italia che vede i morti per pioggia e centinaia di milioni di euro di beni andati alla malora, come al solito il grande impegno dei politici di questo infelice tempo è quello di scaricarsi le colpe. E’ sempre qualcun altro che ha sbagliato, sono sempre problemi mai risolti che vengono dal passato. E se proprio non si trova un colpevole, con nome cognome e titolo accademico, tanto vale prendersela con la vecchia Democrazia Cristiana. Che, quando governava, ha fatto letteralmente schifo, ma che – a quei tempi – qualche intervento di una certa rilevanza lo ha fatto.

Il Seveso ed il Lambro sono quelli del periodo post bellico, ma la vita e i consumi della gente sono cambiati. Quindi la natura è sottoposta a sforzi che non riesce più a gestire. E si ribella. Così è per i condomini folli sulle montagne genovesi, per i canali dell’alessandrino e per tante, tante altre cose che degradano sempre di più. E’ l’Italia tutta che degrada, mentre gli ominicchi della politca degli ultimi quattro lustri pensano agli accordi, alle leggi elettorali ed al conflitto di interessi.

E adesso, visto che la natura si ribella anche a queste generazioni di governanti tronfi quanto imbecilli, tutto ci sta crollando addosso. Addirittura la gente muore annegata per strada, come è successo a Milano a Crema e altrove. La mancanza di decisioni politiche è andata di pari passo con la tracotanza e l’arroganza della burocrazia. Vile per definizione, quest’ultima, ma che è riuscita a diventare il vero ponte di comando di questa nazione. Non dando ordini, come fa il comandante sulla tolda, ma semplicemente non facendo alcunché e non prendendosi, mai, uno straccio di responsabilità.

Ma anche cittadini di questo paese, che pena! Li senti mugugnare, la mattina al caffè e verso sera all’ora dell’aperitivo, nei tanti Bar dello Sport di questa nazione, ma poi quando si tratta di votare o di dire la propria: muti come pesci. Incapaci di iniziativa, refrattari a qualunque cenno di coraggio, chinano la testa e si beccano i governanti che si meritano. Perché questo è davvero il punto, questi governanti li meritiamo tutti. Anzi, a volte, sembrano anche troppo bravi – almeno nell’arte del cabaret – di quanto gli elettori si meritino.

Per questo i fiumi continueranno a scorrazzare per le città, le montagne con le loro frane ad invadere i centri storici e, nel frattempo, tutti se la prenderanno con il mitico effetto serra. Tanto, qualche sindacucchio di turno si trova sempre. Qualche personaggio che riesce a trasformare un disastro e un’ecatombe della sua amministrazione… in un successo. Magari, da meschini quali sono, sfruttando il lavoro dei tanti volontari che, a differenza di loro, sono scesi in strada a sporcarsi le mani per dare una mano ai cittadini.

Non ci uniremo con il coro stonato di coloro i quali, per qualche fugace giorno, continueranno a recitare la cantilena con la richiesta delle loro dimissioni. Noi i Pisaia, i Marino, i De Magistris ce li vogliamo tenere. E tenere stretti. La pensiamo come Benedetto Croce con la Jettatura: “non si sa mai!”.

Tanto quelli di prima non erano molto meglio. E quelli che prenderebbero il loro posto sarebbero identici o, Dio ci aiuti, anche peggio.