La fregata Espero della Marina militare italiana, che partecipa all’operazione antipirateria Atalanta dell’Unione europea, ha contribuito a sventare un attacco di pirati ad un mercantile di bandiera Polinesiana, insieme alle navi militari di altri Paesi. Il cargo navigava nel «corridoio di transito» consigliato, nei pressi della costa est della Somalia, quando è stato avvicinato da uno `skiff´, cioè un barchino veloce tipico dell’area, con a bordo quattro pirati armati di kalashnikov. L’equipaggio si è rifugiato nella «cittadella», la zona blindata della nave, facendo partire un messaggio di richiesta soccorso, mentre 3 pirati sono saliti a bordo cercando di prendere possesso del cargo. Nave Espero è intervenuta insieme ad altre unità del dispositivo internazionale di contrasto alla pirateria che opera nel golfo di Aden. Tra queste, il cacciatorpediniere Tippu Sultan, della marina pakistana, prima nave a giungere in zona, la fregata Yulin, della marina cinese, il cacciatorpediniere Mumbai, della marina indiana e l’incrociatore americano Hue City. L’intervento di un team di sicurezza della fregata cinese ha poi fermato materialmente i tre pirati.

L’episodio, sottolinea la Marina militare, è indicativo di una minaccia sempre presente nell’area, dove bande criminali sono ancora dedite alla pirateria, vista come facile fonte di guadagno. Pertanto il transito in quella zona è ancora considerato un rischio per la sicurezza degli equipaggi ed è per questo che l’area è ancora pattugliata dai diversi dispositivi nazionali e internazionali, tra cui l’Eunavfor Atalanta, a cui partecipa nave Espero. «L’intervento per la messa in sicurezza della nave – viene sottolineato – è stato il risultato di un efficace coordinamento tra le marine di diversi paesi, che in zona hanno sviluppato procedure per lavorare insieme e contrastare il fenomeno della pirateria marittima».