Il primo attacco nei confronti di una nave mercantile è avvenuto lo scorso 15 Marzo, ai danni della piccola petroliera “Aris 13” che da Gibuti era diretta a Mogadiscio; un dirottamento in cui sono stati coinvolti 8 uomini di equipaggio, tutti provenienti dallo Sri Lanka. Da 5 anni in quelle acque non avvenivano più sequestri di navi mercantili.

L’abbordaggio è avvenuto poco dopo la partenza da Gibuti, la nave dirottata nel porto di Caluula, nella penisola del Puntland, un’area conosciuta dalla comunità internazionale per il contrabbando di armi da parte dei gruppi terroristici di Al- Qaeda e al-Shabaab. Quindi nello stesso mese di marzo in zona sono avvenuti altri due sequestri (le navi “Asayr 2” e “Al Kausar”). Fortunatamente non ci sono state vittime tra gli uomini degli equipaggi, tuttavia è stata usata particolare crudeltà nei confronti dei marittimi a bordo della “Aris 13”, costretti a telefonare ai famigliari per dare loro l’addio, in meno di un minuto. Successivamente la situazione si è risolta positivamente con il rilascio dei marittimi.

Nello stesso periodo sui media filippini invece ha riscosso molto scalpore il rapimento compiuto dal gruppo terroristico Abu Sayyaf: tre marittimi membri dell’equipaggio della nave “Super Shuttle Roro 9”, sono stati catturati il 23 marzo quindi liberati dall’esercito filippino dopo pochi giorni. Strazianti i dettagli della prigionia: torturati, privi di acqua potabile e cibo… Il gruppo terroristico infatti da 26 anni è autore di efferati attacchi e diversi sequestri lo scorso anno hanno preso di

mira le navi; in mano loro rimangono ancora 27 marittimi.

Il presidente del Paese Rodrigo Duterte in un pubblico discorso ha minacciato di morte i terroristi: “Se ci mettiamo

sullo stesso piano -ha detto- siamo tutti delle bestie e io sono pronto, una volta catturati, a mangiarmeli vivi!”