Domenica la Russia vota per eleggere il proprio presidente che, ovviamente, sarà Putin. La notizia è praticamente ignorata dai media italiani, molto più interessati al voto in Pennsylvania. Se ne sono accorti, invece, gli inglesi che stanno montando un caso colossale sull’avvelenamento di una ex spia russa doppiogiochista. La coincidenza temporale avvelenamento-voto è quantomeno sospetta. Proprio mentre, di fronte ai dazi voluti da Trump contro le merci europee, qualcuno nel Vecchio Continente aveva cominciato a sostenere che si dovessero abolire le sanzioni contro Mosca per rispondere a Washington.
Un bel caso di spionaggio e avvelenamento blocca di nuovo tutto. Così in Europa ci terremo i dazi degli Usa e proseguiremo a boicottare la Russia perdendo sui due fronti.
Quando si protesta contro gli euro cialtroni non è solo per le politiche economiche da imbecilli, ma anche per la totale e assoluta stupidità nella gestione della politica internazionale. Ma la chiamata alle armi della britannica May non poteva restare inascoltata da parte di Macron e Merkel, le 3 M. Tutti contro Putin che potrà così rafforzare ulteriormente la sua immagine di difensore di una Russia assediata ingiustamente da Trump e dai suoi servi sciocchi.
Inutile prendere in considerazione l’Italia, in questa vicenda. E non solo perché il governo in carica è quello scadente di Gentiloni. La nostra politica internazionale è ridicola da tempo e dimostra solo l’irrilevanza di un Paese con una classe dirigente patetica. Il morbo italiano, però, deve essere contagioso se gli euro cialtroni hanno ipotizzato di rispondere ai dazi Usa sulle auto europee con dazi europei sulle Harley Davidson. È come se di fronte alla penalizzazione degli spaghetti si rispondesse con un freno alle importazioni di carne di alligatore. Quante auto europee si vendono negli Stati Uniti? E quante Harley si importano in Europa? Ma a Bruxelles si divertono a prendere in giro i sudditi europei.