L’altro giorno Antonio Polito ha recato una pesantissima offesa alla propria intelligenza tutt’altro che disprezzabile. Nel tema, demagogicamente riesumato da Fiano e dalla Boldrini, ha convenuto preoccupato che “in Italia ci siano ancora i fascisti è fuor di dubbio”. Poi, tanto per imprimere una parvenza di obiettività al proprio ragionamento, dopo aver ammesso l’esistenza dei comunisti, si è affrettato a specificare che di essi “non si accorge nessuno perché il mondo in cui viviamo ne ha sterilizzato l’ideologia”.

Ad eloquente smentita l’indomani un articolo in prima pagina, seguito da altre note nelle prime pagine interne del quotidiano di cui Polito è vicedirettore, ha segnalato che lo Stato è “chiamato a pagare i danni” per i 48 mila alloggi, di cui, chissà perché (si tratta di una domanda dalla risposta implicita), non è stata mai curata una mappatura.

Il solerte ministero dell’Interno, sotto la guida magica di Minniti, ha rivendicato, come motivazione dell’immancabile appello, l’emanazione di una circolare, cui è affidato il compito preciso di “promuovere la mappatura delle situazioni di criticità di immobili occupati e categorie di soggetti presenti”. Di fronte a questo atto amministrativo, ovvio e principalmente tardivo, non si può che replicare con il noto adagio “campa cavallo …..”.

Ora nel leggere lo schematico panorama degli edifici occupati, da Venezia a Torino, a Milano a Roma, Napoli e Palermo appare fuor di dubbio che la sinistra, i gruppuscoli comunisti, i centri sociali abbiano protetto e stimolato le iniziative utili per i rom e gli extracomunitari, gruppi davvero non vicini alla destra. Vogliamo ricordare i pesanti scontri registrati nei mesi estivi in piazza dell’Esedra?

Secondo dati di sintesi oltre l’80% delle abitazioni risulta “occupato con la forza” senza che da parte ministeriale, ieri con il democristiano ed ex forzista Alfano ed oggi con il comunista Minniti, siano state disposte durature azioni di sgombero.

Incidenti e scontri sono nella massima parte dei casi provocati dai centri sociali e dai No Tav lungo i lavori della Torino – Lione. Questi campioni di democrazia si muovono all’ombra di bandiere rosse e rispolverano campioni quale il Che Guevara. Non sarebbe inopportuno che Polito ne precisasse la matrice ideologica.

Le valutazioni meritano una netta censura sul mondo, capace di sterilizzare l’ideologia comunista. Per la verità e per la realtà il “mondo”, dominato dagli interessi industriali e dalle speculazioni commerciali, ignora, con i suoi abbondanti e soprattutto lucrosi traffici, i regimi padroni a Cuba ed in Cina.

Mentre il segretario della Lega è arrivato ad arringare, dopo il recente referendum, organizzato per sancire la distinzione tra Lombardo – Veneto ed il resto d’Italia, i paria centromeridionali in una delle piazze centrali di Roma “ladrona”, Panebianco ha offerto una lettura impropria della realtà politica.

Il fatto che “ci sia grosso modo un terzo degli italiani disponibili a votare per un partito programmaticamente ostile alla democrazia liberale” non significa affatto un’adesione alle confuse e fumose linee programmatiche dei 5 Stelle. Il “terzo degli italiani” non conosce e non si cura di conoscere le donne e gli uomini presenti in Parlamento per il movimento di Grillo, vota per loro come esplicita protesta , come aperto rifiuto dei politicanti e renziani e berlusconiani così come fanno, in percentuale ancora più consistente, fanno gli astensionisti.