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L’India, nonostante le sue note criticità, continua ad investire fortemente sul potere marittimo. Attualmente sono in corso di realizzazione due portaerei: la INS Vikrant e la  INS Vishal. Quest’ultima, un colosso di 65mila tonnellate, avrà la propulsione nucleare e potrà ospitare fino a 50 velivoli: 30 ad ala fissa e 20 a rotore. L’unità incorporerà le tecnologie EMALS o Electromagnetic Aircraft Launch System e l’Advanced Arresting Gear (AAG) sviluppate dagli Stati Uniti per le nuove portaerei classe Gerald R. Ford.

La INS Vishal, che entrerà in servizio per la fine del 2030, sarà la prima portaerei non occidentale con capacità di lancio Catobar. Il sistema consente di lanciare il gruppo aereo imbarcato con un carico utile maggiore rispetto ai sistemi convenzionali e di aumentare i tassi di sortita consentendo un atterraggio ed un decollo più veloce. La INS Vishal avrà due postazioni per lanciare aeromobili (caccia ed UCAV ad esempio) con un peso massimo di 32 tonnellate.

Il governo di New Delhi è ancora indeciso sulla componente area per l’INS Vishal. Dopo la bocciatura dei i Su-30 russi, gli americano sperano di vendere sessanta F-35/F-A18, ma debbono fare i conti con la Francia, forte dell’accordo già siglato lo scorso settembre (36 Rafale per 8,8 miliardi di dollari), che propone la versione navale del bimotore Dassault.

Le due unità dovrebbero sostituire la portaerei ex russa Admiral Gorshkov, costruita in epoca sovietica, acquistata nel 2004 ed entrata in servizio — come Vikramaditya —  solo nel gennaio del 2014. L’unità è equipaggiata con trenta MiG29K.