Ormai molti anni fa – eravamo appena all’alba del nuovo Millennio – un Autore cattolico, (quindi dispensato da accuse d’essere un nostalgico revisionista fascista) raccoglieva in una antologia alcuni suoi scritti, tratti da altri tre volumi pubblicati in precedenza. Non era uno qualunque, ma davvero un punto di riferimento, non solo per i fedeli e per i credenti. Fu lui a scrivere “Varcare la soglia della Speranza”, a seguito del suo colloquio con il Papa di allora, il Santo Padre Giovanni Paolo II, e questo libro fu tradotto in 53 lingue.

Lo scrittore è Vittorio Messori, infinita la sua bibliografia, ma a noi, appunto, interessa UOMINI, STORIA FEDE (BUR – RCS Libri – 2001). Qui vi sono molte belle pagine, molti insegnamenti; a esempio si può leggere che la celebre e celebrata “Presa della Bastiglia”, non fu quella tanto celebrata dalla Storia; così come, in merito alla famigerata persecuzione di Galileo Galilei: quanto aleggia nel mondo non corrisponde a quanto accadde; oppure, la barzelletta del quadro “Guernica” di Picasso, robaccia da fanfaroni…

Anche Rino Cammilleri, anch’egli cattolico (che non è quel Camilleri del Commissario Montalbano), nel 1997, pubblicò un libretto: FREGATI DALLA SCUOLA – Breve guida di liberazione ad uso degli studenti da affiancare al normale manuale (Effedieffe Edizioni). Ci disse un giorno: “L’ho scritto con la mano sinistra”, ma, in verità, di quel prontuario ne abbiamo fatto un prezioso uso, comprandone qualche centinaio di copie e regalandole. Certi testi, come sostiene Eduardo De Crescenzo in merito a suoi scritti di filosofia, servono come quelle scalette che ci sono nelle biblioteche, dove si sale per andare a prendere i libri che stanno più in alto. Citazione che utilizziamo sovente.

Ci siamo quasi, abbiate pazienza…

Qui vorremmo parlare di Ezra Pound. Apriti cielo!

Non lo facciamo direttamente, ma citando altri. Riteniamo che quanto vi stiamo per svelare sia un chiaro e limpido esempio di come si possa cercare di condizionare il pensiero, pur non rinunciando allo studio di un lavoro importante, svolto da un Autore “non allineato”, anzi, che la pensava diversamente da noi.

Ezra Pound, ormai e finalmente, è considerato uno dei più grandi poeti che il mondo abbia conosciuto. È tornato un po’ alla ribalta e i più lo hanno conosciuto da quando in Italia è nato il movimento politico CasaPound.

Corrado Bologna e Lorenzo Fabiani sono curatori del volume: Dante (Marsilio Editori – 2015).

In verità il titolo sarebbe: Dante, dalle carte di Sheiwiller

L’Autore è proprio Ezra Pound.

Si tratta di un libro, come spiegano gli stessi curatori, che è “rimasto per anni sepolto nel fondo di un archivio coprendosi di oblio, anche se prima ancora di nascere aveva già acceso una grande attenzione”…

A noi risulta, addirittura, che per molti il libro fosse solo una leggenda e molti, che ne avevano sentito narrare, pensavano che non esistesse.

I curatori concordano con noi sulla valenza dell’Autore: “…poeta e intellettuale fra i più acuti e discussi del Novecento (…) “che ha donato al mondo un capolavoro assoluto come i Cantos, poema magmatico, oceanico, denso di memoria e di tradizione fino a esplodere, il solo libro degno d’essere letto come una Divina Commedia del nostro tempo, scheggiata e molteplice, nel contempo furiosa e sapientissima”.

Ci siamo? Più di così…

Pensate, siamo solo alla prima pagina dell’Introduzione dei curatori; sforiamo di una riga nella seconda pagina.

Purtroppo, prima dell’attacco: “…che ha donato al mondo un capolavoro assoluto” vi sono altre poche righe. “L’urgenza” (come si dice nel Teatro) dei curatori è, nell’elogiare Pound, chiarire che: “per seguire certe sue utopie estremistiche sulla necessità di eliminare l’usura dal mondo perché l’arte possa trovarvi spazio (il Canto XLV, di cui esiste anche una registrazione sonora dello stesso autore, è tutto dedicato a questa ossessione), cadde nella trappola dell’ideologia più folle collaborando con il fascismo mussoliniano”…

Ecco servita la frittata.

Come può essere? Un “intellettuale fra i più acuti” che cade in una “trappola dell’ideologia”?!

Che necessità v’era di questa “precisazione” in un libro come quello che abbiamo in mano.

Non entriamo in merito su certi giudizi (come il considerare utopistica la necessità di eliminare l’usura dal mondo); ci preme solo allertarvi sul fatto che i pensieri (certi pensieri…) nascono così: perfidamente. Basta un preciso aggettivo, basta la riga di un testo et voilà, il gioco è fatto. Circa 200 pagine di capolavoro e poche righe di merda e il pensiero di che legge è condizionato. Funziona proprio come la “pastura” nella Pesca sportiva.

Infine… Il Fascismo nasce e muore “mussoliniano”; raccoglierne l’eredità spirituale è altro, ma il Fascismo “è” Mussolini.