Come è noto il premio Acqui Storia, splendida creatura di Carlo Sburlati — intellettuale libero e magnifico organizzatore culturale — ogni anno è organizzato dal Comune di Acqui Terme, con il contributo della Regione Piemonte, della Provincia di Alessandria, delle Terme di Acqui, del Gruppo Amag e della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria.

La giuria del premio è composta da autorevoli esponenti della cultura italiana — storici, giornalisti, critici letterari — e, ad essa, è stata aggiunta una giuria popolare di circa 60 lettori, il cui giudizio ha lo stesso valore di quello di un giurato togato.
Divenuto uno tra i più prestigiosi premi letterari del panorama culturale italiano e internazionale, dal 2006 ha ricevuto l’onore dell’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana e il patrocinio del Presidente del Consiglio, del Senato, della Camera dei Deputati, e, per l’edizione 2011, del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Grazie a Sburlati, per gli storici, per l’editoria di tutt’Europa e gli amanti della Storia Acqui è ormai  appuntamento centrale.

Quest’anno sono stati 156 i volumi che hanno partecipato al Premio Acqui Storia. I 17 autori finalisti della 51esima edizione hanno rispettato il tema del premio, che si rivolge a opere a stampa di argomento storico, riguardante i secoli  XIX, XX e XXI, oltre che a saggi con un approccio divulgativo e di narrazione storica, volti ad avvicinare i lettori alle tematiche della storia contemporanea. A fine settembre si potranno conoscere i nomi dei vincitori, il “Premio Speciale alla Carriera”, la proclamazione dei “Testimoni del Tempo”, e il riconoscimento “La Storia in TV”.

Ecco i nomi dei vincitori delle diverse sezioni (tutti in rigoroso ordine alfabetico). Per la “Sezione Scientifica” i cinque finalisti sono: Danilo Breschi con “Mussolini e la città. Il fascismo tra antiurbanesimo e modernità”; Silvia Cavicchioli con “Anita. Storia e mito di Anita Garibaldi”; Gianni Marongiu con “Una storia fiscale dell’Italia repubblicana”; Guido Melis con “La macchina imperfetta. Immagine e realtà dello Stato fascista”; Cesare Panizza con “Nicola Chiaromonte. Una biografia”.
Sei i finalisti per la “Divulgativa”: Ritanna Armeni con “Una donna può tutto. 1941: volano le Streghe della notte”; Marco Cimmino con “La battaglia dei ghiacciai. La Grande Guerra tra le nevi perenni”; Roberto Floreani con “Umberto Boccioni Arte-Vita”; Emilio Gentile con “25 luglio 1943”; Dario Marino con “L’Annessione. Violenza politica nell’Italia postunitaria”; Marco Valle con “Suez. Il Canale, l’Egitto e l’Italia. Da Venezia a Cavour, da Mussolini a Mattei”.
Altri sei i finalisti per il “Romanzo Storico”, istituito nel 2009: Maria Attanasio con “La ragazza di Marsiglia”; Rino Cammilleri con “Il mio nome è Giuda, La fontana di Siloe”; Adélaïde De Clermont-Tonnerre con “L’ultimo di noi”; Paolo Malaguti con “Prima dell’alba”; Giacomo Marinelli Andreoli con “Nel segno dei padri. La storia di Guglielmina e Peter”; Nicola Verde con “Il vangelo del boia”.

«Lo ammetto: essere tra i finalisti del premio Acqui Storia, per di più con l’amico Marco Cimmino, è una bella soddisfazione», ha dichiarato Marco Valle. Auguri a lui, a Cimmino e Cammilleri.