Tra il 1993 e il 1996 ho fatto un’esperienza di lavoro in Russia, a Mosca, con ampi intervalli. Della trasmissione della signora Perego nulla mi importa. Per esperienza personale, posso dire che il rapporto (non necessariamente sessuale) con donne russe di diversa estrazione sociale, ma di buon livello culturale, è più facile che in Italia – fermo restando che le esperienze individuali sono sempre limitate ed è dunque impossibile generalizzare – perché mediamente la loro modalità di relazionarsi con gli uomini, in particolare con gli occidentali, è più diretto.
Non sto scrivendo cose insultanti o indelicate. Parto da un presupposto per me innegabile, che a molti/e farà orrore: in ogni rapporto uomo/donna c’è sempre una componente di mercatura (talvolta anche di mercanteggiamento, e pure in questo caso si è pregati di non generalizzare o involgarire). Smentita drasticamente nel “Bel Paese”, pur essendo presente (per non dire immanente) in ogni attimo della nostra vita di italiani, lo è molto meno colà, dove – sempre ripeto per quel che ho potuto constatare io – l’atteggiamento femminile nei riguardi del sesso è alquanto più rilassato, quanto meno con gli occidentali. Si vive tutti meglio, quindi.
Sto riportando impressioni personali, non facendo filosofia, ma ho avuto a che fare con parecchie donne russe vere, del mondo della ricerca e del giornalismo; non con escort.