Lunedì 30 giugno, presso la Sala degli Affreschi della Provincia di Milano, l’Associazione Archimede e Destra.it — due “fratellini” inquieti e rompiscatole  — hanno presentato il libro Nazi-buonisti. Italiano di oggi: da Dio, Patria e famiglia ma io, patrimonio e tengo famiglia di Fabio Torriero.

L’evento, dal titolo indubbio La crisi dei valori e dittatura del pensiero unico: il colpevole lascito della seconda repubblica, introdotto da Roberta Capotosti di Fratelli d’Italia, coordinato da Marco Valle di Destra.it e animato dagli interventi del consigliere regionale e Coordinatore Regionale Lombardo del Nuovo Centrodestra Alessandro Colucci, dal componente del Comitato di Presidenza di Forza Italia ex Sindaco di Pavia Alessandro Cattaneo, dal vulcanico Massimo Corsaro in rappresentanza dell’Associazione Archimede da lui presieduta e da Gian Micalessin, giornalista e inviato di guerra del Il Giornale.

Quando Milano si riavvicina alla sua forte propensione facendo cultura e approfondimento, riesce, come dimostrato nel corso della storia, a dare vita ad una fase ricca di stimoli analitici a partire dal titolo del libro che ha inevitabilmente incoraggiato un dibattito di alto respiro. Un punto di partenza e una sfida che il capoluogo lombardo non poteva esimersi dal raccogliere.

Abbandonati i cliché e le vesti di rappresentanza dei partiti di appartenenza e della professione giornalistica, è per caso riaffiorato durante l’evento quel lascito negativo che rende provocatorio, per bocca dei “buoni” cittadini del mondo, persino l’opera scritta da Torriero ? Certo non è stato facile articolare e al tempo stesso rivalutare l’abominio delle consuetudini “buoniste” della società italiana ed europea, vittime dell’auto-centrismo e dell’evoluzione negativa, imposta da un pensiero unico che ha intaccato i diversi aspetti della comunità; dimenticandosi nel giro di poche ore, l’individualismo alimentato dalla volgarità arrogante e priva di competenza che sta minando l’equilibrio della quotidianità, nel momento in cui si è arrivati a questo punto, poche persone ne scorgono una propria.

Analizzare la schizofrenia che ha colpito la cultura italiana e i suoi capisaldi è diventato lo sport per eccellenza. In specifico e diversamente dalle mode del momento, l’autore del libro ha rimarcato le dicotomie surreali del “familismo amorale” accentuato con maggior vigore dagli ultimi casi di cronaca e capace di sciogliere, abituandoci a ricostituire nuovamente le fondamenta della famiglia tradizionale, dei doveri e della responsabilità delle azioni che riguardano una comunità. Rassegnata fatalmente all’immobilità giustificativa di atti efferati, soprattutto quando i vizi diventano un diritto di replica e un approdo, senza appello, dei valori del liberalismo contemporaneo. Riconoscendone, forse anche senza che tutti se ne rendessero conto nel corso della serata (e questo è un bene), uno dei tanti spunti dei pensieri di Alain de Benoist espressi nell’articolo Società Depressiva: “l’unico scopo di mascherare il vuoto e la noia, la sensazione di perdita irreparabile che nutre le malinconie. Quando il passato non è più storicizzabile ma istericizzato in maniera narcisistica od ossessiva”.

Incalzati da Valle, entrambi i due Alessandri, sia Cattaneo che Colucci, hanno destrutturato durante i loro interventi, liberi per una sera da ogni vincolo partitico, quelle pulsioni dell’Io e dell’individualismo da esposizione permanente. Della cultura egemone del progressismo. Calcando la mano sull’alone coercitivo di una metà dell’intendere la vita che gioca a fare politica ideologizzando ogni cosa che gli capiti a tiro, riproducendo le credenze solistiche che l’umanità dovrebbe seguire, democraticamente corrette e tecnologicamente inconfutabili.

Dalla gabbia dei social network, sino alla molteplicità dei suoni distorti sull’immigrazione, la voce di Massimo Corsaro non ha tradito nessun tentennamento quando ha esposto la sua idea sull’inizio dello scadimento valoriale e la degenerazione che ha colpito la società italiana ed assieme ad essa quella europea. Secondo Corsaro, il tutto coincide con l’inizio della stagione in cui l’Europa e l’Italia, in particolare, hanno deciso di accettare un suggerimento “disinteressato”: sentirsi colpevoli. Rinunciando al ruolo di guida dei modelli e allineandosi al pensiero unico di oltre oceano, della City e del progressismo, accettando quel ruolo progettato a tavolino “dalle persone per bene” che ci imputano di essere i responsabili delle disgrazie che hanno colpito il pianeta, elevandone lo strapotere della finanza, dell’economia speculativa e della burocrazia.

Preziosissimo il punto della situazione sulla questione siriana e irachena a cura di Gian Micalessin. La finestra aperta sugli scenari internazionali dell’inviato del Il Giornale, addentratosi prima sui quesiti che attanagliano l’Europa, non ha perso tempo nello scomporre l’amabilissimo quadretto familiare che ha preso la decisione a dir poco scellerata di indicare l’imbarazzante Jean Claude Juncker alla Presidenza della commissione europea. Lui, Jean Claude, deve essere decisamente sollevato per il nuovo incarico dopo essere stato per 18 lustri il primo ministro del paradiso fiscale lussemburghese nel mezzo del vecchio continente.

E noi, invece, ammaliati come siamo dal pensiero unico e dai laccioli del fiscal compact, senza che nessun appartenente alle rappresentanze politiche nazionali e di quelle che siedono a Bruxelles, della popolazione italiana che, assieme a quella greca ha patito di più le decisioni del “sempre verde” dei Paesi Bassi, facendosele scivolare sopra la testa, abbiamo accettato senza battere ciglio (Siria e Iraq lo dimostrano) il totale stravolgimento della realtà ad opera dei cultori del pensiero dominante.

Nel tempo in cui i racconti parabolici dell’Antico Testamento mietono disordini e ammiratori: in Siria e in Iraq c’erano una volta due diavoli da eliminare. Scegliendo la via incontestabile del disarcionamento e della destabilizzazione di intere aree geografiche, sempre nel nome dei “buoni”, ci aggiungiamo a pregustare una lotta fratricida. Mussulmani contro mussulmani. Europei contro europei.

Il primo incontro dell’Associazione Archimede e del giornale telematico Destra.it, apre un ciclo di appuntamenti all’insegna del dibattito e delle idee, mirati allo scambio di opinioni ma ancor di più alle soluzioni pratiche. Senza casacche, distintivi e malinconiche rivisitazioni passatiste, troveremo il tempo per presentare le nuove uscite letterarie.