Si è svolta a fine luglio ad Abano Terme presso l’Hotel Aqua la prima Costituente regionale di Destra Veneta alla quale hanno partecipato delegazioni provenienti da tutte le province del Veneto. Anche nei giorni successivi le testimonianze di interesse e di adesione al progetto sono andate al di là di ogni previsione. Durante l’incontro è emersa la volontà di organizzare un movimento associativo federato, che diventi la “terra di mezzo” per i tante donne e uomini liberi di destra che al di là delle appartenenze, vogliono costruire un percorso culturale innovativo. Un progetto nuovo che dia vita ad una rete di intelligenze capace di confrontarsi con mondi e realtà diverse, con la possibilità di aggregare associazioni e comitati per costruire un progetto culturale e sociale che parta dal territorio.

Chi ha idee e produce azione si faccia avanti: promuoviamo da questo sito momenti di incontro, discussioni, riflessioni per imparare ad ascoltarci con l’intento di dare alla politica più cultura e più socialità. Un’opportunità per porsi alla guida del cambiamento e non subire il vuoto cosmico offerto dall’attuale sistema politico basato su visioni molto corte.

Gli appelli accorati all’ unità del centrodestra e sulla necessità di ricompattare ciò che rimane della Destra sono diventati una pratica onanistica per pochi illusi. Un argomentare che non ci appassiona più, fino a quando non avremo la capacità di avviare una seria fase di ricostruzione di una coalizione plurale in grado di riorganizzare quelle forze che da sole fanno i conti con sondaggi sempre più spietati.

La strategia della Lega, che per ora ha il vento in poppa, è destinata a scontrarsi col nulla inqualificabile del MoVimento 5 Stelle. Si accettano scommesse sulla durata di un governo che ha avviato la legislatura con una legge capestro per tante imprese e lavoratori e che finirà con allargare le maglie della disoccupazione. Potrebbe anche esserci una parabola discendente per Salvini, dopo la finanziaria lacrime e sangue che attende gli italiani. Non sappiamo se poi la maggioranza degli italiani continuerà a seguirlo in questa avventura gialloverde, ma finora bisogna dire che sta andando proprio così. I Grillini si stanno dimostrando una forza che travasa voti da sinistra a destra e che non riesce a tenere il passo dell’irruenza mediatica del capo della Lega.

E’ il momento di un salto di qualità per offrire un progetto capace di coinvolgere blocchi sociali che ancora ci stanno a guardare: dai ceti produttivi, alle partite IVA, dal terzo settore all’associazionismo in difesa dei diritti, dai giovani in cerca di un ruolo sociale alle donne con idee e coraggio. Cominciamo a lavorare per colmare il vuoto culturale più che per una sigla elettorale o un simbolo che diventa valore aggiunto solo se c’è sostanza e contenuto. Serve un progetto autenticamente movimentista dal momento in cui Lega e 5 stelle appaiono agli italiani, a torto o ragione, gli unici movimenti di cambiamento. Una federazione di anime diverse e libere che sappiano confrontarsi e creare sintesi. Il futuro centrodestra ha bisogno di una Destra vera che non insegua Salvini e rifiuti per sempre concezioni padronali che hanno portato la coalizione ad essere svenduta per interessi personali e di bottega. Tatarella ci ha insegnato che occorre passare dalla testimonianza della storia alla produzione di nuova storia. La ricostruzione di una casa comune di tutti gli italiani -non di sinistra- passa attraverso le buone pratiche del territorio. Se destra e centrodestra ripartissero da Tatarella potrebbero ritrovare se stessi ed incrociarsi di nuovo con la maggioranza degli elettori. Su questi temi prepariamo un “autunno caldo” ricco di proposte ed appuntamenti veri.
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