Vladimir Putin è arrivato in Australia per il summit del G-20. Per chiarire il suo umore, non proprio gioioso e conciliante, il capo del Cremlino si è fatto precedere dall’incrociatore “Varjag” e da altre tre navi da guerra che da giorni incrociano nel Mar dei Coralli e da una dura intervista, rilasciata alla partenza all’agenzia Tass. Nell’incontro con i giornalisti Putin snobba apertamentente l’Unione Europea (una conferma del peso internazionale  della Mogherini e dell’imbarazzante Juncker…) e concentra gli attacchi agli USA, colpevoli di violare le leggi internazionali nel momento in cui hanno adottato sanzioni contro la Russia. Ecco una sintesi dell’intervista.

TASS: Lei si sta recando a un altro summit del G-20. Quanto è necessario e attuale questo formato? E quanto è logico che i Paesi del G-20, che si sforzano di collaborare e sviluppare l’economia globale, introducano sanzioni contro uno dei membri della “ventina”?
PUTIN: Io penso che questo formato sia ancora necessario. Perché? Perché il G-20 è la sede dove è possibile incontrarsi e discutere sia le relazioni bilaterali che i problemi globali, sviluppare una comprensione comune di un problema e la possibile soluzione. Indicare la strada per un lavoro congiunto. E’ la cosa più importante, perché contare sul fatto che tutto quello di cui si parla venga realizzato non è realistico, considerato che quelle stesse decisioni non sono vincolanti. E non vengono realizzate là dove non corrispondono a un qualche interesse. E soprattutto a interessi di giocatori globali.

TASS: Cosa pensa dello strapotere degli Stati Uniti e le quote del Fondo Monetario Internazionale?
PUTIN: Per esempio, a un vertice del G-20 venne presa la decisione di rafforzare il ruolo delle economie emergenti all’interno del Fondo monetario internazionale, con una ridistribuzione delle quote. Il Congresso degli Stati Uniti bloccò la decisione, punto e basta. I nostri partner dicono: bene, siamo soddisfatti, abbiamo firmato, abbiamo preso la decisione, ma il Congresso Usa non lo consente. Ecco qua. Ma nondimeno, lo stesso fatto che la decisione sia stata formulata, e che tutti i partecipanti alla vita internazionale all’interno del G-20 l’abbiano considerata giusta e adeguata agli equilibri di oggi, questo già forma un’opinione pubblica internazionale di cui si deve tenere conto. E già il fatto che il Congresso americano abbia respinto questa legge è indicativo del fatto che proprio gli Usa si estraniano dal contesto decisionale nei problemi che stanno di fronte alla comunità internazionale. Una cosa: questo non lo fa notare nessuno. Soffocano l’informazione, giocando sul monopolio dei mezzi di informazione mondiali. Capitemi: tutti parlano dei problemi attuali, tra questi le sanzioni e la Russia, ma in realtà sono gli Stati Uniti a sfidare le decisioni prese.