Che succederà adesso in Francia? Per quanto riguarda Macron, è tutto abbastanza facilmente prevedibile: ci sorbiremo qualche mese di inni alla gloria sul nuovo presidente francese, sul modello francese, sulla bellezza e l’eleganza della moglie di Macron e la loro “bellissima” storia d’amore, in un idillio che durerà fintanto che i sondaggi daranno alta la popolarità di Macron. Esattamente come con Hollande (vi ricordate gli articoli sui “primi 100 giorni di Hollande”? Era una specie di messia per i media italiani e francesi).
Poi Macron crollerà nei sondaggi, i francesi scopriranno di aver eletto una marionetta pericolosa, che distruggerà il loro stato sociale con quel mix maledetto di immigrazione selvaggia, austerità, tagli alle fasce più deboli e aiuti più o meno occulti alle grandi banche e alle multinazionali e i poteri forti inizieranno a cercare un altro Macron per le elezioni 2022, che rappresenti “la novità”, che chiederà “una fase nuova dell’Europa” e le solite balle che 5 anni fa diceva Hollande e in queste elezioni Macron.

Tra 3 anni Macron avrà una popolarità del 20% e socialisti e centristi dell’Ump cercheranno un altro “volto nuovo”, magari una donna (così i media andranno in brodo di giuggiole), magari giovane e con poca esperienza politica (spacciata dai media come “non compromissione col potere”). Come se il problema fossero le persone e non le idee. Come se essere seconde linee dei gruppi di potere dominanti fosse una cosa migliore che essere i volti più noti degli stessi gruppi.
Tra 5 anni riproporranno la stessa formula: faccia semisconosciuta (su cui costruire l’immagine di discontinuità) ma identico programma costruito dalle grandi banche e dai poteri forti. Il tutto condito da 5 anni di propaganda mediatica atta a indicare al popolo falsi problemi e falsi obiettivi e a distogliere l’opinione pubblica dalla questioni fondamentali. Direi tutto abbastanza scontato.

Marine Le Pen ha raggiunto un ottimo risultato: il 35% fino a un paio d’anni fa era qualcosa di inconcepibile. Ricordiamo che suo padre al ballottaggio non raggiunse il 20%, il che significa che per una sempre maggiore parte dei francesi il paradigma “anti front national”, la conventio ad escludendum, non ha più significato.

Poi però bisogna analizzare i flussi elettorali. I 4 milioni di voti in più rispetto al primo turno da che parte arrivano? Sono tutti e 4 i milioni elettori dell’UMP? E’ arrivato qualcosa anche dai radical chic di Melenchon? Quelli sono i dati veri su cui riflettere. Marine Le Pen non ha bisogno di sfondare a sinistra, l’ha già fatto, Marine Le Pen però ha bisogno di completare lo sfondamento a sinistra. Alla fine solo il 50% degli operai al primo turno votava Le Pen. In Austria l’FPO era arrivata all’80%.

Dopodichè, perchè non riesce a sfondare tra quella che una volta era definita la piccola-media borghesia, un ceto che ancora vota in maggioranza UMP? Un dato significativo viene dalla Vandea, storicamente il bacino prediletto di tutte le destre.Qui ha vinto Macron con percentuali significative. Eppure tutti i comuni della provincia (credo che sia un record europeo) sono amministrati dai gollisti, gollisti di destra (per esempio pochi anni fa fecero una scissione ed elessero in parlamento il visconte de Villers con un record del 12% a livello nazionale nel 1994, scissione poi rientrata con Sarkozy). Per Marine no, la Vandea è un punto debole. Probabilmente paga il non essere cattolica praticante, il non essere “di destra” antica e chiusa. Probabilmente la maggioranza contadina, come in Italia, pensa che dall’Europa “arrivino soldi per l’agricoltura” e questioni del genere. Marine dovrà riflettere su questo.
Ma il futuro è comunque roseo. Il ceto medio verrà, come è ovvio, massacrato da Macron e probabilmente tra qualche anno sarà abbastanza incazzato per fregarsene della propaganda del “salto nel buio”, perchè capirà che nel buio ce l’hanno portato i partiti moderati e qualsiasi salto sarà preferibile al presente. Sarà abbastanza stufo di votare nuovi esperimenti di chirurgia estetica della politica e abbastanza disilluso dalla propaganda dei media. E lì ci sarà sarà la grande sfida.