Caro Feltri,
esattamente come te penso che il centrodestra, se decidesse di essere tale («ricompattarsi» come tu chiedi ne sarebbe la naturale conseguenza) potrebbe facilmente competere col «renzismo».

E come te ritengo che fosse sacrosanta l’idea di un partito unico di centrodestra così come esiste nel resto d’Europa. Credo però che i motivi per cui il Pdl abbia fallito e si sia smembrato non risiedano unicamente nelle «beghe interne» che tu denunci e che avranno pure influito ma certamente non per la nascita di Fratelli d’Italia, avvenuta in forma consensuale. Fu semmai un atto di coraggio di chi, a soli 40 giorni dalle elezioni e di fronte all’annunciato ritorno a Forza Italia da parte di Berlusconi, rinunciò a facili candidature per coerenza alle proprie idee e rispetto della propria storia. Vero è invece, che ambizioni e beghe di partito non sono state del tutto estranee alla nascita prima del Fli di Fini e poi dell’Ncd di Alfano.

Tuttavia credo sia giusto sottolineare come forte concausa della frammentazione sia l’assenza di una volontà politica del Pdl di Berlusconi di rafforzare i vincoli tra i soggetti provenienti da storie diverse. Nello stesso modo oggi non vedo in Forza Italia, primo partito del centrodestra, alcun segnale di valorizzare il desiderio di una futura coalizione necessaria per battere la sinistra. Il falso ritornello del voto «inutile» per i partiti alleati (utilissimi invece, anzi indispensabili, per competere con Renzi) si è ora accresciuto con la feroce faida in atto tra i berlusconiani e gli esponenti del partito di Alfano. Noi di Fratelli d’Italia-An abbiamo compiuto il percorso opposto. Abbiamo ricompattato in questi ultimi mesi le fila con tanti esponenti già di Alleanza nazionale e abbiamo aperto le porte ad esponenti di altre culture come Magdi Allam e gli ex ministri Antonio Guidi e Giulio Terzi. Abbiamo cercato di gettare il seme di un nuovo centrodestra e perciò come forse anche la stessa Lega nord, guardiamo attoniti alla guerra senza quartiere nelle fila degli altri partiti di centrodestra, temendo possa pregiudicare la nascita di una nuova forte alleanza alternativa alla sinistra.
Hai ragione caro Feltri, i numeri ci sono (a proposito ti prego di verificare come quelli di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale oggi siano vicini al 4% con tutti i sondaggi al di sopra del 3,5%). Forse non è superfluo ribadire che occorra valorizzare ciò che unisce anziché ciò che differenzia i quattro i soggetti politici che oggi esattamente come in passato, interpretano l’area di centrodestra. Con Giorgia Meloni e gli altri esponenti di Fratelli d’Italia–Alleanza nazionale, coerentemente all’opposizione dei governi della sinistra, questa consapevolezza ti assicuro, la abbiamo maturata.
Aspettiamo di vedere e capire se è condivisa dagli altri, nelle parole e soprattutto nei fatti.