Cari compagni, quando si parla di immigrazione, scomodando l’unico neurone necessario ai vostri ragionamenti pavloviani, voi tirate fuori l’abusato argomento che anche noi italiani siamo stati migranti, che abbiamo bussato e siamo stati accolti in America. Sottolineate che nessuno allora si era tirato indietro nell’accoglierci, che ora tocca a noi aprire le porte dei nostri confini ai nuovi migranti. Trascurate il fatto che noi italiani eravamo solo gli ultimi degli invasori e che i veri padroni di casa, gli indiani d’America, furono cacciati dalle loro terre e confinati nelle riserve.

Magnificate un’accoglienza che non c’è mai stata : noi per gli americani, i wasp, bianchi, anglosassoni e protestanti, eravamo, come scriveva il New York Times, “undesirable people”; una razza inferiore, né bianchi né neri, stirpe di assassini, anarchici e mafiosi. Ci toccavano giorni di quarantena prima di approdare sul suolo americano.

“No, ecco, non sono come noi. La differenza sta nell’odore diverso, nel modo diagire diverso. Dopo tutto non si possono rimproverare, non hanno avuto tutto quello che abbiamo avuto noi. Il guaio è che non riesci a trovarne uno che sia onesto”( Richard Nixon 13 febbraio 1973, intercettazione nello Studio Ovale della Casa Bianca).

Oggi per voler estinguere quel debito di accoglienza che non c’è  mai stata, a meno che l’italofobia sia da considerarsi tale, siete presi dalla smania di voler fare a gara nell’accettare chiunque voglia calcare il sacro suolo della patria, alla faccia della legalità.

E voi, i lobotomizzati, vi considerate i buoni, i generosi, gli umani dal cuore in mano contro un mondo di razzisti, crudeli, ignoranti e supremi egoisti.

Non vi ricordate, evidentemente, sempre per il motivo che usate quel solo neurone, di quando migliaia di esuli, con il difetto di essere italiani, partirono da Pola con diverse navi nel 1947; certo quelle imbarcazioni non avevano quei nomi cosi attraenti come Seawatch o Acquarius,  e approdarono ad Ancona, che non è Lampedusa e non c’è nemmeno la villa di Baglioni nei dintorni.

Nessuno ad accoglierli, forse le deputate di allora non avevano il tailleur con gli abbinamenti giusti. Cosi com’erano  i profughi furono caricati su un treno merci; stipati come si conviene, senza uno straccio di prete a benedirli,  in direzione di Bologna. Ad accoglierli alla stazione non c’era nessuno: il PCI diffuse il seguente avviso :”Se i profughi si fermano per mangiare, lo sciopero bloccherà la stazione .“

Il treno merci venne preso a sassate, il latte destinato ai bambini gettato per terra, i vagoni presi a sputi e lanci di pomodori . Le bandiere con la falce ed il martello sventolavano fra i binari: affamati ed assetati i profughi proseguirono per Parma, dove finalmente la Croce Rossa poté soccorrerli.

Cose di un’altra epoca ? Martina, segretario del PD, che è ancora più stupido di quel che si creda, poco tempo fa  si è offeso perché Salvini ha dato del comunista al terrorista Battisti; segno che tiene in gran conto la storia dell’ideolo gia più spietata della storia.

Fu un fatto isolato la mancata accoglienza in patria dei profughi istriani?

Ma nemmeno per idea ! Nell’estate del 1970 ventimila italiani, cacciati da Gheddafi, nuovo dittatore della Libia,  furono tenuti al largo del Golfo di Napoli, per giorni e giorni, umiliati  da estenuanti controlli sanitari e burocratici. Avevano perso tutto e chiedevano solo di poter tornare in Italia ! Furono poi mandati in campi profughi, trattati come reietti, anche stavolta non c’era una deputata dell’epoca con il giubbotto giusto da sfoggiare. Anni fa sono stato sulla costa libica e ho visto i casali abbandonati costruiti dagli italiani; ho visto gli ulivi, gli aranceti, i cipressi e i pini che denotavano la regione di appartenenza di quei nostri compatrioti e ho compreso la loro sofferenza.

Chi oggi fa il buonista finge di non ricordare quegli avvenimenti, si traveste da negazionista, perché è imbarazzante trovarsi sempre dalla parte dei carnefici quando si sfogliano i libri di storia, quelli veri perché dicono la verità.

E tra poco ritorneranno gli italiani dal Venezuela, ultimo paese martire del comunismo, ci sarà anche una nostra cugina, ci ha già preannunciato racconti terribili.