Come ci si può fidare dello Stato? Impossibile. La vicenda Tav, in Piemonte, è il simbolo di come le parole e le promesse servano solo ad esasperare la gente ed a portarla, irrimediabilmente, dalla parte di chi rifiuta tutto. Con l’Osservatorio guidato da Virano si era arrivati a contare, in Val Susa, una consistente quota di sindaci e di abitanti favorevoli all’alta velocità. Perché, in cambio, erano state promesse opere di compensazione, iniziative, investimenti. Perché l’opera avrebbe avuto pesanti effetti negativi sulla valle, soprattutto in relazione ai tanti anni necessari per realizzarla. Con cantieri, polveri, traffico di mezzi pesanti, disagi. Qualcuno, in Valle, aveva deciso che si poteva fare, ma i cittadini andavano indennizzati. E lo Stato aveva accettato il sacrosanto compromesso.

Politici a frotte arrivavano in Valle a rassicurare, ad illustrare i piani di interventi, a promettere assunzioni di disoccupati locali per i cantieri.I cantieri sono stati avviati, tra scontri e proteste, ma lo Stato si è dimenticato delle compensazioni. Nulla di nulla. Né lavoro né investimenti, né opere né iniziative. Solo la militarizzazione della zona. Davvero un po’ poco, e il voto alle regionali piemontesi ed alle amministrative in alcuni comuni ha chiarito che la popolazione non ha più voglia di farsi prendere per i fondelli da uno Stato bugiardo.

Bugiardo in Val Susa e, pare, bugiardo anche a Torino, in relazione al grattacielo della Regione. Un pasticciaccio brutto legato all’ex presidente Bresso. Brutto per l’aspetto finanziario, con la Corte dei Conti che ipotizza un danno erariale di 7-8 milioni di euro destinati ad aumentare con la prosecuzione delle indagini. E brutto, sempre secondo la Corte, anche in relazione alla bonifica del terreno acquistato da Fiat Avio. D’altronde i dubbi erano già sorti tra i cittadini, per l’utilizzo dei terreni di bonifica per realizzare un parcheggio. Gli operai parlavano di pericolosi “fanghi rossi”, ma i controlli sono stati fatti per cercare amianto, che rosso non è. Ma questo è lo Stato italiano. Quello che, secondo la Cara Salma, non può essere accusato di autoritarismo.