Dai Angelino, finiamola con la commedia. Di’ che lo votate, e chiuso lì. –
Matteo, sai com’è … devo tirarla in lungo ancora un po’.-
Ma perché, cavolo! perché? –
Se dico subito di sì, diranno tutti che siamo come le puttane … che pur di stare al governo facciamo qualsiasi cosa. –
E invece, Angelino? –
Ora non esagerare, Matteo. –
Dai, lo sai che mi piace scherzare. Ma che, ti offendi, ora? –
Ma va’. –
Allora dimmi: che vuoi, che devo fare? –
Che so, rivolgimi un caldo appello … il senso di responsabilità … il presidente di tutti gli italiani … dimmi quel cazzo che vuoi. –
Vabbè. Facciamo domani, verso le tredici? –
E io ti rispondo che il metodo non ci è piaciuto, ma sacrifichiamo gli interessi di partito perché l’Italia ha bisogno di un presidente … e poi quello là è una figura integerrima … e poi qualcos’altro me lo invento. –
Angelino? –
Eh? –
E lui? –
Tranquillo. Faranno grandi comunicati, ma resta tutto com’è. –
Sicuro? –
Sicuro. Non vedi che votano bianca? E poi, scusa, perché me lo chiedi? Non l’hai sentito? –
L’ho sentito. Ma ormai non so se fidarmi più. Non è che cinque minuti dopo gli fanno cambiare idea? –
E chi? Fitto, Verdini? –
Ma no … –
Ah! No, non credo … E poi rischia troppo a fare il duro. Te l’ho detto: un gran polverone, e poi come prima. –
Ciao Angelino. D’accordo, allora.–
D’accordo, se i miei sono pure d’accordo. –
Angelino … –
Scherzavo Matteo, ciao. –