VAL ROSEG- CANTONE DEI GRIGIONI- SVIZZERA, UNA SETTIMANA FA.

“Chicco, hai comprato la Repubblica alla Bahnhof ?”

“ No, Cicci, era esaurita. Però con questa splendida giornata è più bello guardare il Bernina e prendere il sole, dal nostro solito ristorante ai piedi del ghiacciaio. Hai ordinato qualcosa ?”

“Sì ,Chicco, due bratwurst , con la maionese e senza senape come vuoi tu, e due birre. Certo, peccato non ci sia Beppe, come gli altri anni di questi tempi. Ha voluto fare il sindaco di Milano e così invece di godersi questo bellissimo panorama, adesso è lì a sfilare per la città con tutti quei cafoni !”

“Ma cara , cosa dici, sta lottando per i diritti dei migranti, la nostra grande risorsa ! Non farti venire rigurgiti fascisti !”

“Hai ragione, Chicco, mi sono espressa male. Dai, adesso mangiamo. Certo stasera sarebbe stato diverso se avessimo cenato da Beppe, nella sua bella casa di Pontresina. Avremmo mangiato la fonduta e ammirato le vette del Piz Bernina e del Piz Roseg, al chiaro di luna dal suo balcone. Invece torneremo da soli a Sankt Moritz senza passare a trovare il buon caro Beppe.”

“Sai Cicci, Beppe sta proprio facendo dei grossi sacrifici a non venire qui; si è rivelato un vero compagno militante.”

“Dirò di più, Chicco, pensa alla sua bella casa sempre vuota, disabitata, che al momento non può utilizzare, gravato dagli impegni istituzionali di sindaco. Beppe è proprio un eroe dei nostri tempi !”

“Hai ragione Cicci, dici sempre la cosa giusta !”

“Grazie Chicco.”

 

QUARTIERE GIAMBELLINO-MILANO- ITALIA (?) , QUESTA SETTIMANA.

 

Giovanna si era alzata tardi, più stanca di quando era andata a letto la sera prima ; infatti non aveva dormito quasi niente.

Nel suo monolocale di una casa popolare di periferia si trovava bene, fino a qualche anno fa. Vedova, tirava avanti con dignità, aveva le sue amiche che venivano a trovarla , si concedeva qualche divertimento, il ballo la sera del sabato e qualche nuotata alla piscina di via del Cardellino durante la settimana. Ora era diverso, c’era tanta gente strana tutt’attorno.

La notte scorsa, nell’appartamento di sotto, al secondo piano, due uomini avevano continuato a picchiare la nuova inquilina, una straniera dell’est. Picchiavano così forte che si sentivano i colpi anche attraverso i muri, e se ci fosse stato qualche dubbio, filtravano anche i lamenti e i pianti della giovane donna. Non era la prima volta che ciò accadeva ; una dirimpettaia di Giovanna, nella scala di fronte, le aveva addirittura raccontato di aver visto dalle finestre aperte quei due uomini colpire ripetutamente la donna, nei giorni precedenti. Quella notte Giovanna ad un certo punto non ce l’aveva più fatta, e forse perché non sopportava quelle violenze, forse perché voleva solo dormire, era scesa giù in vestaglia al piano di sotto ed aveva battuto più volte con forza sulla porta, urlando di smetterla, che avrebbe chiamato la polizia. Poi era corsa di sopra, richiudendosi in fretta in casa, ponendo una sedia davanti alla propria porta, spaventata e pentita per quello che aveva fatto. Gli uomini là dentro per qualche minuto avevano smesso, poi ricominciato, urlando anche più forte. Solo dopo un’ora se ne erano andati.

Quando tutto sembrava tranquillo, quando Giovanna stava smaltendo l’adrenalina accumulata pronta ad addormentarsi, un nuovo tramestio, fatto di voci alte e qualche grido, sentì provenire dal piano terra.

Uscita sul balconcino di casa, vide del fumo alzarsi verso i piani alti. Di nuovo spaventata, si precipitò in cortile, con la solita vestaglia allacciata alla meglio.

Era accaduto che l’inquilino del piano terra, il signor Robotti, era stato svegliato da una puzza di bruciato che proveniva dal suo contatore, che stava andando in corto circuito; solo allora si era reso conto che qualcuno si era allacciato abusivamente alla sua linea elettrica. In effetti da alcuni mesi il buon Robotti aveva notato che le sue bollette erano un po’ più alte del solito, ma aveva addebitato ciò ad un semplice rincaro. Invece una famiglia di immigrati appena insediatasi nell’appartamento della scala di fianco, aveva pensato bene di scroccargli la corrente ; dei fili penzolanti adiacenti al muro erano lì a testimoniarlo. Più che la rabbia per quanto successo, il signor Robotti rimase spaventato da quanto di peggio sarebbe potuto accadere; infatti nella camera vicina al contatore dormiva sua suocera, che a causa dei suoi gravi problemi respiratori, teneva una voluminosa bombola di ossigeno a fianco del letto. Se si fosse sviluppato un incendio, avrebbe potuto esplodere tutta la casa, con ben altre conseguenze.

Ecco perché quel giorno Giovanna era molto stanca, così si recò dal suo medico curante. Alla fine della visita, quando il dottore le disse che aveva trovato solo una piccola ernia, Giovanna lo scongiurò con una frase implorante di non mandarla in ospedale. “Perché dottore, se mi ricoverano, quando torno non trovo più la mia casa, qualcuno se la è già occupata.”

Questi i fatti realmente accaduti nel Far West del Giambellino, terra di frontiera e di conquista.