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Mi ricordo ancora quel giorno, uno come tanti, che toccava a me fare il “giro” in reparto. Passavo di camera in camera, scortato da un’infermiera, a visitare, medicare, controllare e impostare terapie alle pazienti ricoverate in chirurgia. Tutto era tranquillo ma c’era quell’ultima camera, ad un solo letto, con quella ragazza, colpita da un male senza speranza, alla quale restavano pochi scampoli di vita.

Prima di entrare io e l’infermiera ci guardammo negli occhi, ci concentrammo , per cercare di avere un contegno sereno, magari regalando anche un sorriso. Non era facile ma il nostro ruolo ce lo imponeva, perché quando finiscono le cure restano solo le risorse del conforto. In questo caso sorridere non significava fingere ma solo non aggiungere disperazione alla disperazione, aiutare chi si aggrappava agli ultimi momenti della vita con un lampo di serenità.

Così entrammo ed iniziammo la visita, parlando di tante cose, sviando il discorso da ciò che poteva incupire, anche se la domanda che ammette una sola risposta, come sempre , non venne posta.

Ad un tratto la ragazza mi offrì una merendina, che subito riposi nella tasca del camice, come fosse qualcosa di prezioso : era il suo modo di ringraziare, per tutto quello che non era stato detto, per tutto quello che era stato fatto. Cercò anche di essere allegra, ci costò fatica stare al gioco, ma questo lei ci chiedeva.

La salutammo e tornammo in corsia, emisi un lungo sospiro, sciolsi la tensione chiedendo informazioni su altri malati.

Ogni giorno milioni di uomini e donne sono chiamati a dominare le proprie emozioni per infondere sicurezza, conforto, speranze al prossimo ; non si tratta né di fingere né di recitare una parte ma di indirizzare sentimenti verso atteggiamenti positivi, affrontando la realtà ,non nascondendola, dando fiducia e coraggio a chi si affida a loro.

Nei momenti più tormentati e tragici della vita di una comunità, chi ne è al vertice deve dare un esempio di fermezza e di calma , quale che sia il turbinio dei sentimenti che prova.

Scriveva Giuseppe Mazzini nel primo annuncio della Giovine Italia :” Fate tesoro della rabbia italica : non dimenticate mai: ma il vostro volto sia freddo e ridente quanto più ferve l’incendio nel cuore.”

Dopo gli attentati di Bruxelles ci è toccato assistere al pianto della responsabile della politica estera della Comunità Europea, Federica Mogherini, che si è sciolta in lacrime come una Fornero qualsiasi nel momento di rilasciare una dichiarazione ufficiale.

Un atteggiamento certamente comprensibile per una persona comune, ma irresponsabile per chi detiene una carica così importante e delicata. Quelle lacrime finiranno su tutti i siti di propaganda dell’Isis, a dimostrazione di come la Jihad possa piegare l’Occidente. Giovani radicali musulmani si sentiranno attratti da chi con i suoi atti di guerra è capace di dominare l’arroganza dei cristiani europei. Imam fanatici mostreranno quel pianto, spiegando che la donna, velata, deve stare sempre un passo dietro all’uomo, perché quando ricopre ruoli maschili appare impietosamente debole. Quanti morti ci costerà quell’attimo di commozione?

Penso alle grandi donne della storia d’Europa, che hanno permesso a questo continente di essere libero e cristiano. Penso al senso dello Stato di Isabella di Castiglia e di Caterina II di Russia, che non furono mammolette, compirono anche atrocità per quei tempi, ma salvarono il proprio paese dalla conquista nemica e dalla disgregazione. Non dimentico il coraggio della francese Giovanna d’Arco, di Anita Garibaldi, italiana d’adozione, dell’albanese madre Teresa di Calcutta; qualcuno le definirà fanatiche ma hanno pagato con il sacrificio le loro idee. Immagino la reazione dell’inglese Margaret Thatcher o dell’ucraina Golda Meir, poi primo ministro di Israele, di fronte ad un attentato di simile bestialità : sarebbero state imperturbabili e decise, forse non avremmo umanamente condiviso la loro freddezza, ma ci avrebbero trasmesso la certezza di tempi migliori.

Cara signora Mogherini, è evidente che quel ruolo di responsabilità non fa per lei :scelga il momento adatto e compia un atto di dignità e di coraggio : si dimetta, per una volta sarà stata onesta ed avrà mostrato un briciolo di personalità.