Hanno destato scalpore, nella comunicazione omologata e nelle tifoserie credulone, le nuove nomine disposte dal Consiglio di Amministrazione della RAI.

In particolare, alti lai sono stati levati per la sostituzione – dopo 7 anni (!) – di Bianca Berlinguer (brava professionista, ma probabilmente con la carriera un pizzico agevolata dal … codice fiscale), alla direzione di quella che una volta si chiamava Tele-Kabul.

Ora, io credo che finché la RAI resterà un’azienda pubblica, é normale ed inevitabile (al netto delle solite “anime belle” che ragionano come fossero Alice nel paese delle meraviglie) che le scelte siano dettate dalla stessa logica di appartenenza politica con cui é composto l’organo (il CdA, per l’appunto) votato a compierle, quelle scelte.

E mi fa ridere questo finto fastidio per l’avvicendamento della figlia di Enrico che – beninteso – non é stata licenziata né mandata ai lavori forzati.

RAI 3 – non va dimenticato – é da sempre l’organo ufficiale del PCI, poi PDS, poi DS, ora PD. Fu creata appositamente per quello, senza finzioni. Solo che, ora, la maggioranza del PD é in mano a gente nuova, che mette a dirigere l’informazione qualcuno che reputa più funzionale. Esattamente come fecero, prima di questi, i Berlinguer (padre), i Natta, gli Occhetto, i D’Alema, i Veltroni ed i Bersani. Né più, né meno.

Quindi, vorrei chiedere a chi oggi grida al sopruso: “per cosa vi battete esattamente, perché RAI3 si trasformi da organo del PD a gazzettino ufficiale della minoranza del PD? E se poi, come non é escluso, anche quella si dovesse dividere che faremmo, dovremmo indicare un direttore per l’edizione del mattino ed uno per quello della sera per accontentare i dissenzienti?”

No, lo confesso, il tema non mi appassiona.

Ma lo scandalo c’é, anche se – ovviamente – nessuno ne parla:

É UNO SCANDALO che nel 2016, con le plurime possibilità di accesso all’informazione, – domestica ed internazionale – e con l’integrazione e la partecipazione diffusa sui “social”, si difenda ancora la natura pubblica della RAI, che andrebbe venduta sul mercato investendo ogni Euro incassato per diminuire il debito pubblico.

É UNO SCANDALO che, mentre si tagliano i finanziamenti alla politica (non sempre con effetti intelligenti, ma questo é un altro discorso), si imponga ai cittadini di pagare il canone anche se non seguono le trasmissioni RAI, infarcite come sono di condizionamenti di parte.

É UNO SCANDALO che non si racconti che il mantenimento di questo assetto é uno dei cardini (benché, ahinoi, non il solo) che cementano l’incestuoso rapporto tra il governo Renzi e quello che fu il condottiero del centrodestra degli ultimi venti anni, cui recherebbe gran danno industriale se la RAI privatizzata fosse davvero libera di diventare un concorrente a pieno titolo, anche in materia di raccolta della pubblicità.

Perciò, lo dico alle voci che dal centrodestra si fingono oggi in gramaglie per le libertà conculcate dal Putto fiorentino: ALMENO TACETE! E provate a conservare l’ultimo briciolo di dignità.