Sono settimane che assistiamo a un tam tam martellante del quotidiano-partito “La Repubblica”, seguito in maniera più diluita dal quotidiano delle banche “Corriere della Sera”, che invocano, intimano, suggeriscono provvedimenti da parte del governo Monti sulla Rai.
Come se in un Paese dove – dove secondo i dati diffusi dallo stesso ministero dello Sviluppo Economico – sono a rischio altri 300 mila posti di lavoro nell’industria, dove un giovane su tre non trova lavoro, dove due grandi banche sono praticamente in dafault, l’emergenza impellente fosse la Rai. Non che la Rai non abbia problemi ma questi sono assolutamente marginali rispetto a un sistema Paese che deve tornare alla produttività e alla competitività in un contesto globale sempre più difficile.
E allora, perché il giornale-partito e il giornale-banca danno ordini, anzi li urlano, ogni mattina a Monti sulla Rai? La risposta è facile. Anche se i giornali si guardano bene dal scriverlo, sia Rcs (Rizzoli Corriere della Sera) che Espresso-Repubblica navigano in cattive acque. I giornali perdono copie, tante copie, rispetto a dieci anni fa è stata persa una fetta consistente. Il prodotto cartaceo sta diventando residuale. Nel caso di Rcs pesano investimenti sbagliati (vedi il caso Flammarion), azionisti del patto di sindacato a loro volta debolissimi, al punto che il comitato di redazione del Corriere e i poligrafici parlano testualmente nei loro comunicati di “politiche e gestioni dissennate”.
In questo scenario ai due gruppi fa gola l’acquisizione di una rete televisiva, la cannibalizzazione della Rai, da comprare col solito metodo delle privatizzazione all’italiana, cioè con il minimo risibile esborso.
Fanno ridere, infatti, alcune valutazioni del valore della Rai apparse su una tabella del Corriere della Sera, dove solo il valore immobiliare di sedi come palazzo Labia a Venezia, viale Mazzini a Roma o corso Sempione a Milano, superano del doppio la cifra indicata.
Sulla Rai Monti rischia non solo di violare la legge (le sentenze della Corte Costituzionale e la legislazione dell’Unione Europea) ma rischia di avvalorare i sospetti di chi lo indica come l’uomo delle banche e delle loro partecipazioni.







1 commento
antonino says:
feb 2, 2012
Insomma è alto lo SPREAD tra il valore della RAI e quanto RCS e Repubblica intendono pagare per averla. Questo spread però a loro piace.
A noi no, e a Monti nemmeno deve piacere.