Ora accade che Red Ronnie , critico musicale tra i più apprezzati, conceda un’intervista a La Verità e , udite udite, si dichiari sovranista: un’eresia , soprattutto se va a profanare un mondo dove domina una sola cultura, un solo verbo, un solo pensiero pressoché unico. Red è uomo intelligente, con un certo seguito, ascoltato, riflessivo, culturalmente preparato : in un mondo di sardine, un salmone che nuota controcorrente.

Così corre l’ordine che il buon Ronnie vada neutralizzato, ridimensionato, sterilizzato: qualcuno deve eseguire tale ordine, ma senza troppi strombazzamenti perché in definitiva il caso non è eclatante, occorre non dargli più importanza di quel che merita. A chi dare il compito di somministrare gli anticorpi giusti, chi sarà il corazziere inviato a difendere il pensierounico ? Chi si presta alla bisogna ? Con la giusta dose di ironia, senza troppo strafare, ma assestando i colpi giusti a mettere all’angolo chi ha osato profferir verbo contrario?

Ci pensa il duo del “ Ruggito del coniglio”, la popolarissima e riuscita trasmissione di Radiodue del mattino: Marco Presta e Antonello Dose rispondono all’appello con solerte sollecitudine.

Segnalano che il povero Red ha concesso un’intervista a La Verità e subito parte la battuta “la verità mi fa male lo so” citando Caterina Caselli, con sottile e subliminale invito a non leggere tale quotidiano.

Poi si passa all’affondo vero e proprio: Red è quasi un poveretto, deriso perché distante anni luce da Hemingway, con cui Ronnie non credo abbia mai pensato di confrontarsi, un personaggio ormai confinato nell’oblio, alla ricerca disperata di una visibilità perduta; un uomo che, secondo i due conduttori radiofonici, cerca nella destra sovranista quegli appoggi politici necessari per restare a galla: come se dichiararsi sovranista oggi portasse ad ottenere vantaggi e riconoscimenti di ogni tipo.

I due corazzieri del pensiero unico hanno eseguito pedissequamente il compito, assestando i colpi necessari a far capire a chiunque che uscire dal seminato non è contemplato, per nessuno ed a nessun titolo.

Peccato, non per Red Ronnie, che se ne farà un baffo, ma per i due conduttori del “Ruggito del coniglio” che hanno perso un po’ di quella credibilità che a loro deriva dal far credere di essere uomini liberi.