th-9

Speriamo che la disponibilità dichiarata dal “premier” per modifiche, imprecisate e varie all’Italicum, probabilmente di facciata e di bottega, dimostri una volta per sempre , dopo l’imbeccata dell’autentico presidente del Consiglio, Napolitano, che Renzi non è altro che un nome “collettivo”, l’uomo che a Palazzo Chigi e nell’universo esegue mosse, decise in altre sedi, pronunziando frasi o discorsi strampalati, sempre del tutto astratti, velleitari ed effimeri.

Però il “Corriere della Sera”, abituato a “colpi di teatro”, ad inchieste ad effetto, mai capaci di produrre conseguenze utili e già allineato, a dispetto di tutti, agli ordini del Cavaliere, in questi giorni non ha perduto l’occasione per rivangare, per ripescare una tesi consunta, un tempo pericolosa, oggi – speriamo – inascoltata.

Si tratta di una valutazione, per dirla subito, che ha reso il sistema politico falso ve falsamente democratico. E’ falso perché è tutt’altro che efficace per il paese, ed è falsamente democratico, perché privo dei connotati classici e tipici di una autentica partecipazione popolare.

Che cos’è se non ingannevole una democrazia, priva di alternative? La Spagna da molti mesi priva di esecutivo non appare alla deriva e alla bancarotta.

E’ mai affidabile un quadro, in cui si voti per paura, in cui l’avversario venga demonizzato all’opposto di quanto avviene nelle nazioni aperte, dalle maggioranze intercambiabili? Il clima americano di questi mesi è dovuto sia alla pessima qualità dei due candidati in campo sia probabilmente ad una imitazione della riprovevole abitudine nostrana.

Oggi – povera Italia – si torna a presentare il ragazzotto toscano, il quale è arrivato, con parole incredibili più che demagogiche, prima dell’input ufficiale di “re Giorgio”, a proclamare la modificabilità dell’Italicum in caso di appoggio parlamentare, come se la maggioranza determinante non fosse solo e soltanto PD, “come l’uomo senza alternative”.

E’ la repubblica, “nata dalla Resistenza”, ad essere stata impostata in maniera distorta perché la volontà della Costituente era determinata da 2 partiti antinazionali ed antistatali. Alla DC va attribuito il “merito” della scoperta di questa arma propagandistica del “salto del buio”, sperimentata con successo nel 1948 e nel 1953, grazie all’apporto di Giovannino Guareschi, poi fatto finire in carcere da De Gasperi, primo beneficiario delle vignette e degli articoli del giornalista ed impareggiabile polemista emiliano.

Lo stesso armamentario, mutato nei dettagli, è rimasto nei decenni successivi con la ghettizzazione della destra e con l’”arco costituzionale”, invenzione di due democristiani doc , e con i tentativi di cannibalizzazione (le trame, lo stragismo, le scissioni), senza mai perdere la presa condizionatrice dell’opinione pubblica.

Dopo Tangentopoli, dal fervido impegno sulle scene e dall’intensa fantasia dei loro manovratori dietro le quinte, sono stati scoperti i poli, anomalia nostrana in un mondo in cui esistono solo sistemi bipartitici o pluripartitici.

Ora, punto finale del fallimento del sistema post 1994, siamo all’alternativa non drammatica ma grigia e squalificante Renzi / il nulla ovvero Renzi / M5S, dal momento che Berlusconi, a forza di distruggere gli alleati, come ha fatto con la “destra”, dimentica delle proprie radici nazionali e sociali, o di tentare di farlo, come con la Lega, gelosa custode della propria identità, ha perduto il proprio seguito, di certo non resuscitato, se non con arrivi “di giornata”, di scarso o nullo affidamento, da Parisi.

Il foglio di famiglia presenta un titolo di apertura “Rivolta fiscale. Finalmente i sindaci si ribellano alle tasse. Solo il 7% svolge gli accertamenti fiscali richiesti dallo Stato”. Si tratta di una presentazione onestamente eversiva, perché non accompagnata dalla denunzia della situazione di abbandono, di degrado, di confusione, in cui sono costretti a vivere, tentando di rifarsi con gabelle esosissime, gli enti locali, dopo la riforma del federalismo, imposta dai leghisti e varata da Berlusconi, e dopo gli ulteriori inasprimenti – sempre a carico di “Pantalone” – dell’inane Renzi.