Tsipras stai sereno. Il burattino portasfiga ha colpito ancora. Ha ricevuto il premier greco tra abbracci e pacche sulle spalle. Si è fatto fotografare con lui come se fossero parte della stessa sinistra, come se fossero due dei tre esempi del rinnovamento della politica europea (il terzo e’ il leader spagnolo di Podemos), ha compattato la sinistra del Pd nel nome della sfida all’austerità e poi, come al solito, ha tradito il compagno di strada. Approvando l’irrigidimemto europeo, il diktat della Merkel, la sopravvivenza della Troika, il mantenimento dell’austerità. Tsipras stai sereno.

E Tsipras, come lo spagnolo Iglesias, sta sereno. Perché solo da noi si pensa che il tradimento sia l’atto supremo della politica, sulla base di un Machiavelli letto poco e compreso meno. Il portasfiga frega Berlu dopo avergli promesso mari e monti? Chapeau! Che bravo, quanto è furbo. Tutti a complimentarsi. Furbo come Berlu con Gheddafi e con Putin, probabilmente. Non a caso il portasfiga e’ il figlioccio birichino del vecchio di Arcore. Tutti furbi.

Uno che distrugge il proprio partito pur di ottenere vantaggi per se’ è per le sue aziende, l’altro che promette e lo frega, ed ora aumenta le tasse proprio a Mediaset. Les italiens, toujours les italiens. Poi ci si stupisce – e il tragico e’ che lo stupore e’ autentico – di fronte al disgusto altrui.
Ma come, noi abbattiamo Gheddafi, il nostro amico Gheddafi, e i nuovi padroni libici ci mandano centomila clandestini? Ma come, noi lanciano le sanzioni contro Mosca e l’amico Putin e l’amico Putin risponde con contro sanzioni? Ma perché, se siam così simpatici e birichini? Perché non capiscono che per noi è tutto un gioco, tra burattini, pagliacci, nani e ballerine? E solo per questo non comprano più le nostre arance, le nostre mele, i nostri abiti? Solo per questo la Russia non ci manda più legioni di sciatori? In fondo bastano poche decine di russi sulle piste da sci per nascondere le migliaia che non vengono più. A quanto miliardi di euro ammonta il danno per la nostra agricoltura?
Ma con Tsipras e Iglesias si può fare: sono esponenti di Paesi poveri, che non ci mandano turisti e che, anzi, attirano i nostri. E allora si può proseguire con “stai sereno Tsipras e stai sereno Iglesias”. Sino a quando qualcuno si accorgerà che la Spagna non è proprio un Paese derelitto, che controlla il nostro olio e parte della nostra energia. Stai serena, Italia