“Non si può fermare il vento con le mani” ha tuonato Matteo Renzi nel chiudere l’ultimo evento alla Leopolda dei rottamatori.
Ma il vento che Renzi cavalca a parole è ben diverso da come le sue mani amministrano Firenze da quando nel 2004 venne cooptato come Presidente della Provincia di Firenze.
Il giovane rottamatore ha inziato il suo buon rapporto con i mass media grazie ad un colpo di “Genio fiorentino”.
“Genio fiorentino” non è un complimento alla sua arguzia, ma è il titolo di una rassegna di eventi, da lui inventata nel 2005, grazie a cui è entrato nelle grazie dei media locali e nazionali. Nel 2006, ad esempio, ha speso 550.000 euro per la realizzazione degli eventi e 1milione e mezzo per la loro promozione.
Il circo mediatico locale e nazionale (quotidiani, riviste, radio, televisioni, siti on line…) negli anni del “genio fiorentino” ha potuto contare su milioni e milioni di entroiti pubblicitari garantiti da Matteo Renzi.
Ma i primi anni di Matteo Renzi nel Palazzo sono stati caratterizzati anche da spese allegre con la carta di credito della Provincia, e per le assunzioni facili, consigliamo ai lettori il dettagliatissimo blog del consigliere provinciale Guido Sensi.
Per le assunzioni facili è arrivata quest’estate la pesante condanna della corte dei conti nei confronti di Matteo Renzi e di altri 30 imputati.
Curiosa la motivazione istituzionale con cui ha pagato con la carta di credito della Provincia centinaia di pranzi nei ristoranti sotto la Provincia e numerose cene tra cui anche le pizze alla pizzeria “Far West” di Pontassieve, posizionata sulla strada per tornare a casa.
Poi è arrivato il 2009. L’anno in cui ha deciso di candidarsi a Sindaco di Firenze. Nelle campagna delle primarie sono arrivate iniziative fantasmagoriche, convention con effetti speciali, giornalini inviati per 8 numeri a tutti i fiorentini, pranzi e cene offerti a migliaia di persone, manifesti ovunque…. Eventi e iniziative che tutti sappiamo costare centinaia di migliaia di euro, ma secondo le dichiarazioni ufficiali sarrebero costate a Matteo Renzi solo 31.500. Se ha speso di più, tutto a nero e non dichiarato, senza tra l’altro mai indicare i finanziatori.
Tenere riservati i finanziatori e la quantità di finanziamenti ricevuti è rimasta una caratteristica del rottamatore Renzi.
Nonostante le numerose interrogazioni presentate in consiglio comunale, non ha mai mostrato a nessuno l’elenco dei contributi economici ricevuti per le campagne elettorali. Non male per chi invoca il nuovo corso politico e detiene per quasi due anni per sè stesso anche la delega all’urbanistica pur essendo Sindaco.
Ma in tempi di antipolitica è più facile organizzare convention alla Leopolda che parlare di come si amministra in prima persona. Anche perchè Renzi la prima cosa che da Sindaco ha rottamato è stata la mobilia del suo ufficio. Era uscita anche su qualche cronaca nazionale la notizia della poltronissima: 2200 euro dei fiorentini spesi per posare il suo regale deretano. Preso in fragrante da una mia interrogazione replicò che avrebbe restituito la poltrona da megadirettore di fantozziana memoria, ma ad oggi pare che non sia mai tornata al fornitore.
La fissazione delle assunzioni allegre non è passata cambiando di ruolo. Per il suo staff di Sindaco sono stati assunti quasi 50 esterni per conti da decine di milioni di euro sulle spalle dei cittadini. Nel suo codazzo è possibile trovare due ex assessori, l’ex portavoce del suo avversario alle primarie, la figlia del direttore della cornaca fiorentina del Corriere della Sera, una candidata del PD trombata alle elezioni, una giovane dirigente di partito, l’ex dirigente della APT e amici di famiglia e degli scout…
Non si può fermare il vento con le mani, ma speriamo che il vento del nuovo corso della politica a destra come a sinistra sia meno sprecone
e più trasparente di dove mette le mani Matteo Renzi.