Grazie al cielo ogni tanto questo scassato paese si ricorda, magari con fatica, dei suoi uomini migliori. È il caso di Agostino Tino Straulino, classe 1914 da Lussimpiccolo, Dalmazia italiana. Grande marinaio, vero “master and commander”, esule dalmata e campione della vela.

Nel 1948 alle Olimpiadi di Londra perse l’oro nella classe Star di vela per un disalberamento a cento metri dal traguardo e per una squalifica ingiusta infertagli dai giudici inglesi. Una porcheria che Straulino attribuì ad antiche ruggini di guerra. Gli albionici — si era nell’immediato dopoguerra — non gli perdonavano d’aver violato nel 1942, quale volontario dei mezzi d’assalto della X Mas, la base di Gibilterra e affondato le loro navi. Azioni che valsero al comandante le Medaglie d’Argento e di Bronzo e il rancore eterno degli ammiragli londinesi. Negli anni  Tino Straulino si “vendicò” conquistando otto europei consecutivi (1949-1956), due mondiali 1952 e 1953, l’oro olimpico ad Helsinki che completò un fantastico 1952 (italiano, europeo, mondiale, Olimpiade). Un altro mondiale nel 1956 seguito dall’argento alle Olimpiadi di Melbourne 1956. Non male…

Ma, medagliere a parte, quello che forse più infastidì i britannici fu quel magistrale attracco quando, al comando della Amerigo Vespucci, Straulino entrò nel porto di Portsmouth senza l’aiuto di rimorchiatori o quando, sempre con la nostra nave scuola, risalì il Tamigi fino ai docks di Londra. Un gioco da ragazzi per lui che alla vela fece passare la sua Vespucci lungo il canale navigabile di Taranto dal Mar Piccolo al Mar Grande. Storie di guerra. Storie di mare. Oggi il nome di Straulino è soprattutto sinonimo di vela, una passione antica nata navigando tra le isole dalmate sulla piccola barca regalatagli dal padre.

Quest’anno cade il centenario della sua nascita (10 ottobre 1914) e per l’occasione Trieste e Federvela vogliono ricordare l’ammiraglio, lo sportivo, l’uomo di mare.  Il prossimo settembre grazie all’appoggio dello Yacht Club Adriaco, di cui Straulino fu socio, il Golfo di Trieste ospiterà una regata dedicata alla memoria del velista lussignano. Ma non solo. Fortunatamente — qualcosina sta cambiando sull’Adriatico amarissimo — anche Lussinpiccolo, oggi croata, ricorderà il suo grande figlio esule: una una targa verrà apposta sulla casa natale di Straulino e una mostra fotografica ne ricorderà la vita e i successi. Una buona notizia.