In questi giorni molti medici ed infermieri ricevono comunicazioni dalla direzione dei propri ospedali per tornare in prima linea nella lotta al coronavirus. Come in un film di guerra quando il coscritto riceve la chiamata, la notizia si abbatte su una famiglia che sa cosa significhi questo invito perentorio; chi pensava di avercela fatta, di aver lasciato alle spalle due mesi di tensioni e sacrifici, realizza che non è finito il conflitto, con la consapevolezza questa volta di conoscere la pericolosità del nemico.

Un nemico invisibile che cambia di continuo modalità di azione. Se all’inizio del contagio , quest’inverno,i sintomi principali erano la febbre e la tosse, poi si è scoperto anche la perdita dell’olfatto e del gusto, ora il virus si presenta con una febbriciattola, che dura poco, mal di testa molto forte dopo qualche giorno ed una serie di altri sintomi subdoli ed indistinti. Ora colpisce le fasce d’età più basse, che superano l’infezione in pochi giorni e con pochi danni. Ma torna lo spettro delle polmoniti e dei ricoveri in terapia intensiva per i pazienti più avanti negli anni.

Ai primi di settembre c’era stata un’impennata nel numero dei contagi, molto spesso asintomatici, dovuta principalmente ad un maggiore ricorso ai tamponi. Si era creato allarmismo senza tenere conto che più persone si contagiavano senza sintomi, più persone si immunizzavano senza danni. Si era data colpa ad un’estate trascorsa con poche cautele, quando il contagio autunnale è arrivato ben oltre i tempi di incubazione del virus, quindi le cause sono l’arrivo dei primi freddi e le nuove abitudini della vita in città.

Ma il Covid 19 ha improvvisi scatti di velocità di contagio e un criterio di comportamento nella lotta al virus che ieri sembrava valido oggi può apparire superato.

Siamo nelle mani dei virologi, oggi assurti a oracoli superstar; di un ex sessantottino che oggi dice una cosa e domani il contrario esatto, di un ex iscritto al Fronte della Gioventù che quando lo scopriranno quelli di Repubblica ci sarà da divertirsi, di un zanzarologo riciclatosi come virologo, di un figlio d’arte con il padre tra i più autorevoli esperti di antibiotico terapia negli anni 70.

I medici quelli  veri, quelli che affrontano la malattia giorno per giorno, per mesi non sono stati ascoltati e loro stessi erano troppo impegnati per farsi sentire. Sono stati ridicolizzati quando a giugno sostenevano che il virus si era eclissato, ma non facevano altro che asserire ciò che vedevano. Non hanno parlato a settembre quando l’epidemia sembrava ridursi ad una forma molto simile ad una semplice influenza, ma c’era il rischio di essere tacciati di negazionismo. Oggi il disorientamento è diffuso: alcuni ospedali hanno i reparti di terapia intensiva di poco sotto il limite di sopportazione, in altri la situazione appare tranquilla.

A complicare le cose è tutta la strategia di politica sanitaria di fronte alla pandemia. Gli ospedali ricevono rimborsi oltre i duemila euro per ogni ricoverato per covid, mentre nessun sussidio viene erogato per interventi di chirurgia generale non d’urgenza. Se vuoi operare un paziente di ernia inguinale, ricordati che lo fai gratis: si creano liste d’attesa inverosimili con ricorso spesso al privato. Sono aumentati i morti per arresto cardiaco, perché i sintomi dell’infarto vengono sottovalutati per paura dell’ospedale. Chi lamenta sintomi riferibili ad un ictus, viene scoraggiato a recarsi in Pronto Soccorso. I pazienti neoplastici subiscono ritardi diagnostici che rischiano di comprometterne la guarigione . Per fare un esempio, le orchiectomie (asportazioni dei testicoli ) sono cresciute del 18 %  perché chi subisce una torsione del testicolo non ricorre subito alla cura dell’urologo.

Intanto il sistema sanitario sta implodendo. Giovedì a Milano erano 10.000 le richieste di tampone pervenute al portale dell’ATS ; un numero esorbitante a cui era impossibile fare fronte. Chi ne gode sono i centri privati che speculano sui test diagnostici del costo di poco sotto i cento euro a cui si aggiungono ora le vaccinazioni antinfluenzali , fatte pagare più o meno la stessa cifra.

Per fare fronte a tutto ciò si chiede la collaborazione dei medici e dei pediatri di famiglia : viene loro proposto di eseguire i tamponi nel proprio studio, a loro già oberati dalla campagna vaccinale, con vaccini che arrivano col contagocce, esasperando i tempi di attesa. Nei condomini dove c’è lo studio di un medico c’è allarmismo, il terrore che qualcuno porti il covid in casa  è latente.

Poi però tutti a far la fila per il tampone, spesso per pura curiosità, per il gusto di intasare il sistema, andando nella tana del lupo, a far la coda uno a fianco all’altro.

I politici che questa estate si divertivano a dare addosso a Briatore intanto continuano a non rendersi conto dei danni che hanno fatto, quando la tregua estiva poteva permettere di elaborare una strategia  per la seconda ondata. Si è visto che a rinfocolare il contagio sono l’affollamento sui mezzi pubblici, il ritorno a scuola e negli uffici, la frequentazione degli ospedali e delle strutture sanitarie ; si è preferito addossare le responsabilità a ristoranti e pizzerie, bar e palestre.

Invece di aumentare il numero delle corse utilizzando anche i privati, si è ridotto il numero dei posti sugli autobus. Davanti agli uffici postali ci sono code interminabili, tra un po’ con il freddo invernale il cliente potrà scegliere se contrarre una polmonite comune od una da covid 19. Nessuno ha ancora pensato ad installare dei gazebo per proteggere la clientela, eppure all’Esselunga già lo fanno. Nelle scuole i banchi con le rotelle sono la barzelletta immagine di questo governo, insieme ai monopattini. In un mondo pieno di rotelle,  ne difettano solo i nostri ministri.

Intanto negli ospedali le trincee si ripopolano, medici ed infermieri di prima linea torneranno ad indossare i pannoloni, perché nella lotta al covid19 non è permesso andare in bagno, troppo il tempo per svestirsi e rivestirsi. Gli umili soldati di questa guerra si consoleranno nel  non avere un momento libero per vedere in tv i talk show delle saccenti superstar.