In molti Paesi europei è in atto un ritorno al reale. Dopo l’ubriacatura di ideologismi, indotta dal cosiddetto secolo dei lumi, che aveva immaginato l’intelletto come una forma astratta, un vaso vuoto da riempire con qualsivoglia contenuto, sogni illusioni speranze, appunto ideologismi, torna la sobrietà della ragione, fondata sulla logica e l’esperienza: ” lo studio degli antichi e l’intelligenza del presente”, per dirlo con Machiavelli.
I popoli e gli Stati stanno facendo di necessità virtù: si sono resi conto che internazionalismo, globalismo, solidarismo planetario sono figure retoriche funzionali ai poteri senza principi e senza radici etiche e politiche, cioè alle lobby finanziarie, motivate esclusivamente dal calcolo delle convenienze e dei profitti. Per il resto, s’inquini pure l’ambiente, si laceri l’umanità fra guerre, carestie, epidemie, che, anzi sono occasioni per affari d’oro!

Questa è l’identità del turbocapitalismo e dei suoi derivati giuridici, politici ed economici, ammantati di modernità e di progresso. Il veleno somministrato ai popoli incartato da caramella. Un veleno dissimulato come statuto dei diritti, in specie il diritto alla libertà contro il dovere dell’ordine e della disciplina in tutti i campi: dalla famiglia alla scuola ed alla società; dalla condotta privata al costume pubblico; dalla cultura alla politica. L’ipertrofia dell’individuo per la distruzione della comunità. La cancellazione dei livelli intermedi per un rapporto ineguale fra il moloch finanziario e il singolo, disarmato e inerme, tra il padrone e lo schiavo. Come spiegare altrimenti che l’ 1% dell’umanità detenga il 90% della ricchezza? Siano o meno Soros, i Rothschild, i Rockfeller, la famiglia saudita ed i petrolieri americani, la plutocrazia è sempre stata contro le Nazioni e i “sovranisti” , unici argini effettivi alla loro prepotenza. Il denaro non ha patria. La Patria vale più del denaro.