«È stata finalmente localizzata e documentata la foiba nell’isola di Zuri (Žirje), sita ai piedi del Castelliere (di origine illirica e poi romana e veneta), dove giacciono oltre un migliaio di vittime uccise dopo l’8 settembre 1943 dai partigiani jugoslavi antifascisti di Tito». Lo comunica il Presidente dei Dalmati di Trieste on. Renzo de’Vidovich.

«Lo rivela – continua – con dovizia di notizie precise il sito internet croato www.komunistickizlocini.net (crimini comunisti), nel quale vengono elencati alcuni gruppi di persone portati nell’isola, talvolta fucilati e i loro corpi gettati nella foiba, ma in molti casi gettati vivi. Alcuni di questi sono riusciti a sopravvivere ed a uscire dalla foiba ed hanno testimoniato la loro terribile esperienza. Tra i gruppi di persone gettate nella foiba sono state identificate una cinquantina di ragazze di Sebenico, prima violentate e poi uccise, gruppi di italiani provenienti da Zara, Fiume, Istria e Trieste e di un gran numero di  croati anticomunisti».

«La Fondazione Rustia Traine di Trieste – conclude de’ Vidovich -chiede pubblicamente al Governo della Repubblica di Croazia, oggi democratica, ed all’Ente italiano OnorCaduti di riesumare i resti di un così imponente numero di persone uccise dalle bande partigiane antifasciste jugoslave di Tito e di provvedere, attraverso l’analisi del Dna, al riconoscimento di quante più salme sarà possibile esaminare dopo oltre 70 anni, per consentire una degna sepoltura nel cimitero di Sebenico e nel Sacrario di Monte Grisa di Trieste, collocando un’urna accanto agli altari di Fiume, Pola e Zara e sotto il Memoriale degli Italiani di Dalmazia».

 

Trieste Prima, 26 settembre 2018