1559452_10206024912015030_6410224562830226920_oChi ha idee e produce azione si  faccia avanti: promuoviamo da questo sito momenti di incontro, discussioni, riflessioni per imparare ad ascoltarci con l’intento di  costruire una grande comunità di intelligenze per dare alla politica cultura e socialità. Una opportunità per porsi alla guida del cambiamento e non subire il vuoto cosmico offerto dall’attuale sistema.

Sono stanco di vedere dopo ogni tornata elettorale i soliti accorati appelli  sull’ unità del centrodestra e sulla necessità di ricompattare ciò che rimane della Destra. Un argomentare che non ci  appassiona più fino a quando non avremo la capacità di avviare una seria  fase costituente per una Destra plurale in grado di riorganizzare quelle forze che da sole hanno dimostrato di non andare da nessuna parte.

Dopo i risultati di Roma però alcune cose sono più chiare e documentabili . Il risultato di Giorgia Meloni dimostra che è attualmente l’unico leader della nuova Destra che si è conquistato  un rappresentatività a suon di consenso e di scelte coraggiose. Ogni altra opzione si è dimostrata assolutamente velleitaria e in grado di determinare alcunchè, se non dispendio di  tempo ed energie, per chi non ha capito che il tempo dei “colonnelli” e degli “intruppati” è tramontato. Fratelli d’Italia rimane l’unico movimento consolidato nello scenario della destra politica. Una realtà che comincia a crescere nel territorio pur tra mille difficoltà, e non è possibile pensare ad altre invenzioni se non ad un suo allargamento o cambio di passo verso  qualcos’altro tutto da costruire senza veti ed  aut aut.

E’ il momento di un salto di qualità per offrire un progetto capace di coinvolgere  blocchi sociali che ancora ci stanno a guardare: dai ceti produttivi alle partite IVA, dal terzo settore all’associazionismo in difesa dei diritti, dai giovani in cerca di un ruolo sociale alle donne con idee e coraggio. Dobbiamo alimentare il confronto sulla necessità di ricostruire quella Destra politica e sociale  che va rigenerata  scommettendo sulle potenzialità  di quanti in quest’area  sono capaci di porsi interrogativi  senza certezze dogmatiche, senza pregiudizi, con l’ansia di costruire analisi serie e confronto vero.

Cosa manca sull’attuale  scenario politico ed elettorale se non una Destra Nazionale e Sociale radicata e per questo spendibile e credibile? Cominciamo a lavorare  per ciò che manca di più che per una sigla elettorale o un simbolo che diventa  valore aggiunto solo se c’è sostanza.

Basta col riproporre gli errori del passato in una riedizione in sedicesimo di Alleanza Nazionale. Un partito che si è liquefatto  proprio perché  gli organi centrali erano diventati una farsa al servizio di un uomo solo. Serve una forza politica autenticamente movimentista. Una federazione di  anime diverse che sappiano confrontarsi  e creare sintesi. I leader  passano, i movimenti restano se hanno idee che aggregano  e vengano costruiti con percorsi politici fatti di  formazione sociale e politica. Il futuro centrodestra  ha bisogno di una Destra vera  che rifiuti per sempre concezioni  padronali che hanno portato la coalizione ad essere svenduta per interessi  personali e di bottega.

Tatarella ci ha insegnato che occorre passare dalla testimonianza della storia alla produzione di nuova storia. Aveva  capito che per la destra uscita dal “purgatorio” della prima Repubblica era venuto il tempo di colmare i fossati dell’ideologia, delle memorie della guerra civile, delle identità  politiche irrigidite. Gli stessi  fossati che avevano  isolato la Destra dal resto della comunità politica italiana. Dobbiamo agitare idee  ed intelligenze con una nuova strategia mediatica che valorizzi ogni buona iniziativa privilegiando ciò che veramente unisce nell’azione sociale. In definitiva una Destra che non si ritrovi solo per commemorare  e commiserarsi.