Eppure erano quasi riusciti a convincermi. Con questa storia che non ci sono le razze ma solo quella umana, col martellare incessante di una propaganda monocorde cavalcante l’onda del ‘siamo tutti uguali’, ammetto che avevano quasi raggiunto il loro scopo.
Come si dice, però, le menzogne hanno le gambe corte.
E vanno ancor meno lontano se accompagnate dall’ipocrisia pelosa e dalla finzione dei buoni sentimenti di quelli che predicano per gli altri comportamenti che poi per primi sono restii ad applicare nella propria pratica quotidiana.
Così succede che c’è chi esibisce indignazione perché a Lodi il sindaco pretende anche dagli stranieri (oltre che dagli italiani) la presentazione dei documenti per accedere ai servizi comunali ridotti, o per la coraggiosa fermezza di una capotreno di Cagliari che ha fatto scendere dal convoglio (come suo dovere) una trentina di passeggeri privi di biglietto.
Se siamo tutti uguali perché qualcuno può viaggiare in treno (o sull’autobus) senza pagare? Parimenti se al povero italiano viene chiesto di dimostrare la propria indigenza, e conseguentemente, accedere a tariffe agevolate dei servizi, per quale motivo – se italiano non è – viene giudicato arbitrario chiedere lo stesso.
Sarebbe persino noioso chiederselo se questa levata di scudi di agenti del ‘pensiero unico’ intrisi di intento razzista, però proprio nei confronti degli italiani, non fosse dovuta solo al fine di ottenere qualcosa, fosse anche solo quello di avvelenare l’aria.
Questo razzismo nascosto sotto una vernice di falsi buoni sentimenti non provocherà reazioni dall’ONU, possiamo scommetterlo, organico com’è al progetto di distruzione della nostra società appoggiato a vari livelli da complici consapevoli o meno.
Quasi scontata, infatti, la partecipazione alla cacofonica sinfonia di indignati anche di Roberto Fico, Presidente della Camera e successore di due giganti come Gianfranco Fini e Laura Boldrini, antesignani dell’antipatia universale.
Peraltro guadagnata sul campo grazie anche all’arroganza che li accomuna e che pare contagiosa per chi ricopre quella carica.
Fico, d’altra parte, è impegnato probabilmente in una difficile operazione di plastica ricostruttiva dell’imene (politico), volta a fargli ritrovare la perduta verginità e dimenticare la questione della colf assunta in nero (perchè ‘amica della compagna’, Yvonne De Rosa, che al tempo aveva pure paragonato a dei maiali quelli che si sono occupati della vicenda) o di Roman, giovane ucraino che, secondo Le Iene, lavorava senza contratto tre giorni a settimana nella sua casa.
Il grillino dal cuore non a caso a sinistra, infatti, sta facendo di tutto per smarcarsi dalla maggioranza che l’ha eletto, arrivando persino a incontrare pubblicamente ‘Drunker’ Junker, sprezzante della fiatella di questo emulo di Superciuk messo alla guida della UE per rinverdirne le gesta.
Perché anche per la UE e le sue istituzioni sembra proprio che non siamo tutti uguali.
Infatti mentre il DEF dell’Italia viene messo all’indice le analoghe previsioni di spesa e di deficit francesi non provocano reazioni.
Ma forse Fico, preso dai suoi problemi personali, paladino dei diritti e dell’uguaglianza di questo non deve essersene accorto.