Renzi ha deciso: basta con Ignazio Marino. Per il fiorentino (bugiardissimo ma non stupido…) è meglio rischiare una sconfitta che venire travolti da un’ondata di cacca.

Le voci delle dimissioni (più o meno volontarie, poco importa ormai) del sindaco di Roma, sono diventate un boato. Ultima goccia, la pubblicazione della richiesta di un rimborso di 8 (otto) euro per una colazione offerta in Polonia dal lunare Marino a un reduce dell’olocausto….

La riunione della giunta convocata oggi in un primo tempo per le 11 e slittata fino alle 13. Secondo le agenzie, Marino sarebbe riunito con il suo vice Marco Causi, mentre il Pd ha pronte le dimissioni in massa degli assessori Dem nel caso Marino non rassegnasse le dimissioni. Stessa richiesta anche da Sel.

Oltre alla ‘mozione di sfiducia’ in Aula si valuta anche il ritiro in blocco degli assessori targati Pd. La seconda opzione però non porterebbe automaticamente ad un’uscita di scena di Marino. Nel caso in cui dal Pd arrivi la decisione di ritirare i suoi assessori questo sarebbe sicuramente un segnale politico forte che potrebbe tradursi o in un addio di Marino o anche solo in un maxi rimpasto.  Per quanto riguarda la mozione di sfiducia questa non esiste tecnicamente nel regolamento del consiglio comunale e quindi si stanno studiando le forme con cui eventualmente presentare in aula questo ‘atto di sfiducia’. Tra le ipotesi prese in considerazione anche le dimissioni in blocco dei consiglieri di maggioranza cui dovrebbero seguire quelle dell’opposizione.

Il sindaco resta arroccato in trincea e ieri ha promesso che pagherà di tasca sua tutte le spese sostenute con la carta di credito del Comune di Roma. Marino rinuncerà anche alla carta di credito intestata al Comune. Troppo tardi.