Al Festival del Cinema di Venezia lo scorso 7 settembre è stato presentato il film “Red Land – Rosso Istria”, una pellicola scomoda. Molto scomoda. Il regista Maximiliano Hernandk Bruno e lo sceneggiatore Antonello Belluco hanno infatti ricostruito la tragica morte di Norma Cossetto, la studentessa istriana violentata e seviziata nel 1943 dai partigiani jugocomunisti di Tito. La sua unica colpa era essere italiana. Un atto di coraggio e di rispetto a cui ha contribuito Franco Nero — interprete di un riuscito cammeo — e che, ovviamente, non è piaciuto ai vigilantes dell’Anpi che hanno criticato la scelta della Mostra e strillato le solite sciocchezze. Dei poveretti, sono solo dei poveretti…
Alla proiezione erano presenti i massimi rappresentanti del mondo degli Esuli giuliano-dalmati: il Presidente della FederEsuli, Antonio Ballarin, il Presidente dell’ANVGD, Renzo Codarin, il Presidente dell’Associazione delle Comunità Istriane, Renzo De Vidovich, presidente di Dalmati nel Mond David De Paoli Paulovich, il Presidente del’Associazione Fiumani Italiani nel Mondo – Libero Comune di Fiume in Esilio, Guido Brazzoduro, il Presidente dell’Associazione Italiani di Pola e Istria – Libero Comune di Pola in Esilio, Tito Sidari, il Presidente dell’Associazione Dalmati Italiani nel Mondo – Libero Comune di Zara in Esilio, Franco Luxardo, la Presidente della Mailing List Histria, Mariarita Cosliani, Davide Rossi, in rappresentanza di Arcipelago Adriatico e molti altri esponenti della diaspora. Bene così.