La notizia è importante ma il condizionale è d’obbligo. Mosca sostiene di aver ucciso il califfo nero in un raid su Raqqa:  “Secondo le informazioni che si stanno verificando attraverso diversi canali era presente anche il leader dell’Isis Ibrahim Abu-Bakr Al Baghdadi, che e’ stato eliminato”, fa sapere il ministero della Difesa russo, citato dal sito online della tv del dicastero, ‘Zvezda’.

Secondo il ministro della Difesa russo: “Al Baghdadi era presente a una riunione dei leader del gruppo terroristico vicino a Raqqa presa di mira dai jet militari russi. In seguito ai bombardamenti dei Su-35 e dei Su-34 sono stati uccisi comandanti di alto livello dei gruppi terroristici che facevano parte del cosiddetto Consiglio militare dell’Isis, nonché circa 30 comandanti di campo di medio rango e fino a 300 miliziani addetti alla loro sicurezza personale”.

Prudente il ministro degli Esteri russo Serghiei Lavrov “Per il momento non ho la conferma al 100% di questa informazione”. “Tutti gli esempi di azioni simili per l’eliminazione di un leader dei gruppi terroristici – ha aggiunto Lavrov, citato da Ria Novosti – sono sempre stati presentati con parecchio entusiasmo, ma poi, lo si sa per esperienza, queste strutture hanno ripristinato la loro capacità combattiva. Continua per ora l’attività di queste strutture: dell’Isis, di al Qaida e delle sue numerose incarnazioni”.

Il leader del sedicente Stato islamico è stato dato per morto diverse volte in passato. L’ultima risale a pochi giorni fa, l’11 giugno, quando la televisione di Stato siriana ha riferito che il ‘Califfo’ era rimasto ucciso in un raid sulla città di Raqqa il giorno prima, e cioè il 10 giugno. La notizia della tv di Damasco non ha poi ricevuto altre conferme.