«Nessuna collusione». Le due parole con cui il super procuratore Robert Mueller assolve in maniera totale e categorica il presidente Donald Trump dalle accuse di collaborazione con la Russia di Vladimir Putin equivalgono a un manifesto della vergogna per i democratici americani e per l’internazionale liberal e progressista.

Per 29 mesi, con l’avvallo dei più importanti media internazionali, dal New York Times a Repubblica, dal Washington Post a Le Monde, hanno spacciato per vera la bufala del Manchurian Candidate, ovvero di un presidente portato al potere, come nell’omonimo film hollywodiano, dalla Russia di Vladimir Putin. Nel nome di questa favola, ordita da un mondo sempre pronto a metterci in guardia dalle fake news, gli elettori americani sono stati liquidati come stolidi gonzi caduti nella trappola del Cremlino e del suo burattino Trump.

All’origine di tanta prosopopea c’è ancora volta la paventata superiorità morale con cui il mondo liberal giustifica le proprie convinzioni. Ma qui c’è di peggio. Pur di giustificare la sconfitta di una Hillary Clinton reputata «moralmente superiore» a Trump, ma detestata dagli americani, hanno deliberatamene spinto gli Usa, e tutti noi, verso una nuova guerra fredda. Il programma elettorale di Trump, fin qui scrupolosamente rispettato, prevedeva il miglioramento di quei rapporti con la Russia spinti al livello di guardia dall’amministrazione di Barack Obama. Trump ha dovuto rinunciarvi perché mettendolo in pratica avrebbe avvalorato i sospetti rovesciatigli addosso dal mondo democratico. Così nel nome di quei sospetti la Casa Bianca ha dovuto rilanciare non la distensione, ma la contrapposizione con Mosca cancellando un trattato sui missili nucleari di media gittata fondamentale per la sicurezza europea e partecipare ad un inutile rappresaglia missilistica contro la Siria di Bashar Assad.

Per la stessa ragione ha anteposto lo scontro con la Russia alla contrapposizione con una Cina fattasi, giorno dopo giorno, sempre più minacciosa. La sinistra democratica e liberal che in America, come nel resto del pianeta, si spaccia per garante di pace e convivenza pur di negare le ragioni della propria sconfitta ha inventato e sostenuto una favola che ci ha portati più vicini alla terza guerra mondiale. E pur di avvalorarla e invalidare il voto della maggioranza degli americani ha usato e mosso i funzionari ai vertici dell’intelligence e degli apparati investigativi durante l’era Obama. Grazie al cielo, a differenza di quanto successo da noi, il sistema democratico statunitense ha retto e l’arroganza liberal non è riuscita a influenzare la ricerca della verità e della giustizia.